Carnival e Fincantieri, trent'anni e un nuovo colosso: a Monfalcone taglio della lamiera per "Destiny"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il destino, si sa, a volte ama giocare con i nomi, e questa coincidenza non poteva che ripetersi a distanza di tre decenni. Si chiamerà Destiny la nuova ammiraglia di Carnival Cruise Line, proprio come quella che trent'anni fa, sempre a Monfalcone, segnò l'inizio di una delle partnership più longeve e redditizie dell'industria cantieristica mondiale.

Oggi, nel cantiere friulano, il taglio della prima lamiera ha sancito l'avvio della costruzione di questa gigantesca unità da 230mila tonnellate di stazza lorda, che diventerà la più grande nave da crociera mai realizzata in Italia, più del doppio del celebre capostipite del 1996.

Trent'anni di storia e 76 navi

La cerimonia di Monfalcone, che ha visto la partecipazione dei vertici di entrambi i gruppi, non è stata solo l'occasione per celebrare un compleanno importante, ma anche per ribadire la solidità di un legame industriale che dura dal 1996, quando la prima Carnival Destiny da 100mila tonnellate rivoluzionò il concetto di nave da crociera. Da allora, il cantiere navale di Fincantieri ha consegnato alla galassia Carnival Corporation la bellezza di 76 navi, di cui 15 per il solo brand Carnival Cruise Line, un numero che racconta meglio di qualsiasi parola la portata di questa intesa.

Una relazione, quella tra i due colossi, che nel corso degli anni ha superato diverse crisi di mercato e che oggi, come ha sottolineato l'ad di Fincantieri Pierroberto Folgiero, rappresenta un pilastro per l'innovazione del settore, tanto che lui stesso ha affermato che l'azienda ha "inventato un settore che non c'era" con il coraggio di costruire una nave da 100mila tonnellate trent'anni fa, una scelta che allora appariva quasi un'eresia.

Destiny, il gigante della classe Ace

La nuova Carnival Destiny, prima di tre unità della classe Ace, è già un record su carta e lo sarà ancor di più quando verrà consegnata nel 2029. Con le sue dimensioni impressionanti, quasi 230mila tonnellate di stazza lorda, oltre 3mila cabine e una capacità di oltre 8mila passeggeri a pieno carico, rappresenta un salto generazionale rispetto alle precedenti ammiraglie.

Come riportato da diverse fonti, la nave sarà alimentata a gas naturale liquefatto (LNG), con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all'efficienza energetica, integrando tecnologie all'avanguardia per la gestione dei rifiuti e la riduzione delle emissioni.

"More sea to see" per il futuro delle crociere

La presidente di Carnival Cruise Line, Christine Duffy, presente all'evento, ha raccontato che la scelta del nome e la coincidenza temporale sembrano uscite da un film come "Ritorno al futuro". L'idea, ha spiegato, è di onorare il passato guardando con grande entusiasmo al 2029, quando la nuova Destiny prenderà il mare, e lo slogan che accompagnerà questa nuova generazione di navi sarà "More sea to see".

Un messaggio chiaro che arriva nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e che conferma la volontà di continuare a investire sulla crescita del turismo crocieristico, scommettendo su una "grossa fetta di possibili clienti" ancora da conquistare. Il programma prevede, oltre a Destiny nel 2029, altre due consegne rispettivamente nel 2031 e nel 2033, a testimonianza di una prospettiva di lungo periodo che sembra non conoscere crisi.

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