Montecarlo, l’alta società celebra i settant’anni del Ballo della Rosa tra galassie e silenzi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’eleganza, si sa, non è mai solo una questione di abiti, ma anche di assenze che diventano presenze. E quest’anno, alla Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo, trasformata per una notte in una navicella spaziale grazie alla direzione artistica di Christian Louboutin e alla collaborazione con Benoît Miniou, a dettare il ritmo della cronaca mondana non è stata solo la sontuosità dei gioielli o il tema futurista della “Galaxy Rose Ball”. A monopolizzare l’attenzione, seppur in modo implicito, è stata l’assenza di Charlotte Casiraghi, mancata all’appuntamento per il settantesimo anniversario del gala fondato nel 1954 dall’attrice e principessa Grace Kelly.

Un vuoto, quello lasciato dalla secondogenita della principessa Carolina, che in passato era stata musa abituale dell’evento e figura di raccordo tra le generazioni. Una fonte vicina alla corte ha confermato che l’assenza, passata sotto silenzio dagli uffici stampa ufficiali del Palazzo Principesco, è stata invece ben evidente sul red carpet, dove il nucleo familiare si è presentato in formazione ridotta, con Carolina a fare gli onori di casa accanto al fratello Alberto II e alla consorte Charlene. Del resto, se è vero che la sovrana eredita la presidenza della Princess Grace Foundation dalla madre, è altrettanto vero che, nelle edizioni recenti, i figli della principessa – in particolare Charlotte – avevano assunto il ruolo di ambasciatori stilistici dell’evento.

Se il gossip ha dovuto accontentarsi di interrogativi senza risposta riguardo alla scelta della Casiraghi di saltare la serata, lo spettacolo della moda ha offerto invece risposte nette e convergenti. A sancire le tendenze della stagione sono state due delle donne più fotografate della serata: Charlene di Monaco e Beatrice Borromeo. Entrambe hanno puntato sulla forza della linea monospalla, declinandola però secondo due visioni della couture radicalmente opposte. La principessa, in un modello fluido e luminoso di Elie Saab, ha cavalcato il tema galattico con una palette argentea e superfici scintillanti che catturavano la luce con effetto quasi liquido, confermando il suo ruolo di interprete fedele del dress code spaziale imposto dalla serata.

L’omaggio floreale e la couture d’autore nella notte della Fondazione

L’arrivo di Charlène, accolta da un omaggio floreale che ricordava il legame del ballo con la natura nonostante l’ambientazione futuristica, ha sottolineato il tono cerimoniale di un evento che, nel 2026, ha voluto unire la ricerca scientifica all’intrattenimento. A ispirare il tema della galassia, infatti, è stato un progetto reale: l’intenzione di mandare in orbita una rosa dedicata a Grace Kelly, unendo il tributo alla memoria della principessa a una missione scientifica. La Salle des Étoiles, con i suoi finestroni che cambiavano colore simulando il passaggio tra diversi pianeti, ha immerso gli ottocento ospiti presenti in un’esperienza sensoriale studiata nei minimi dettagli, tra performance del Crazy Horse Paris, del gruppo Rondò Veneziano e della Ballet Kalinka.

Diversa, ma altrettanto incisiva, la scelta di Beatrice Borromeo, che ha scelto di aderire al tema più per sottrazione che per adesione esplicita. La giornalista e moglie di Pierre Casiraghi ha sfoggiato una creazione scultorea di Dior, giocando sui volumi e sull’asimmetria del taglio “parola d’onore” senza però cedere alla tentazione degli elementi decorativi spaziali. A completare il parterre delle presenze illustri, Lady Kitty Spencer, nipote di Lady Diana, ha portato una ventata di eclettismo rinascimentale in un abito firmato Dolce&Gabbana, mentre la principessa Akiko del Giappone ha rappresentato il legame culturale tra il Principato e l’Asia, in occasione del ventesimo anniversario delle relazioni diplomatiche.

I numeri del gala e il mecenatismo silenzioso della fondazione

Il Ballo della Rosa, che vanta una storia lunga settant’anni, si conferma anche nel 2026 come uno degli appuntamenti di beneficenza più redditizi del calendario internazionale. Seppur l’atmosfera sia quella di una festa da ballo tra amici – con tanto di spazio dedicato al karaoke dove Borromeo si è esibita cantando Abba – la macchina organizzativa rimane quella di una raccolta fondi su larga scala. L’eredità di Grace Kelly, scomparsa nel 1982, continua a vivere attraverso i proventi della serata, destinati al sostegno dei progetti della Fondazione a lei intitolata, che opera nel campo della ricerca medica e del sostegno all’infanzia in difficoltà.

Carolina di Monaco, che nel corso degli anni ha saputo rinnovare il format del gala affidandosi prima a Karl Lagerfeld e oggi a Louboutin, ha orchestrato una serata in cui il rigore del protocollo si è fuso con la leggerezza delle esibizioni circensi e la musica del DJ Josh Quinton. Una miscela, questa, che riflette la duplice natura del Principato: istituzione seria e al tempo stesso luogo di evasione per l’élite globale. Le fotografie ufficiali, con la famiglia raccolta attorno alla padrona di casa, hanno immortalato un momento di apparente armonia, mentre i riflettori si accendevano sulle nuove leve, come Alexandra di Hannover, presente in un abito Prada al fianco del compagno Ben-Sylvester Strautmann, o la neo-sposa Alexandra Leclerc, apparsa in abito rosa Nina Ricci.

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