Concessioni balneari, il bando-tipo cambia le gare sulle spiagge

Concessioni balneari, il bando-tipo cambia le gare sulle spiagge
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La bozza del bando-tipo nazionale per le concessioni balneari definisce una cornice comune per le future gare sulle spiagge, fissando criteri di selezione, durata degli affidamenti e modalità di calcolo degli indennizzi per i gestori uscenti. Il testo elaborato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede concessioni comprese tra 5 e 20 anni e attribuisce un peso limitato alla componente puramente economica dell'offerta. Il documento arriva nella fase operativa di una riforma destinata a coinvolgere direttamente Comuni, imprese balneari e lavoratori del settore.

Indennizzi e punteggi, cosa prevede la bozza nazionale

Uno dei punti più delicati riguarda ciò che spetterà all'operatore che perderà la concessione. Il meccanismo è legato agli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati, con particolare riferimento a quelli realizzati nell'ultimo quinquennio. Il principio era già stato affrontato dal Mit nel tavolo tecnico del marzo 2025, quando il ministero aveva indicato come elementi da considerare il valore residuo degli investimenti e la loro equa remunerazione. Per molte attività storiche, però, questa impostazione può tradursi in somme contenute quando strutture e attrezzature risultano già contabilmente ammortizzate.

A Senigallia Christian Ramazzotti, titolare dello stabilimento Scalo Zero – Lido Acquapazza, ha sottolineato proprio questo problema: nelle Marche numerose imprese sono di dimensioni piccole o medie e una parte dei concessionari, anche a causa dell'incertezza normativa degli ultimi anni, non avrebbe effettuato investimenti recenti rilevanti. Il rischio indicato dall'operatore è quindi quello di lasciare l'attività senza un riconoscimento economico proporzionato agli anni di gestione, quando il valore residuo ammortizzabile risulta ormai minimo. La bozza contempla anche una fase transitoria nella quale il nuovo titolare può utilizzare le attrezzature dell'uscente sulla base di un accordo economico.

La selezione non dovrebbe trasformarsi in una semplice asta al rialzo. Secondo lo schema circolato a fine settembre, l'offerta economica può valere al massimo 3 punti su 100, mentre l'impostazione generale richiama il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e del rapporto tra qualità e prezzo. Fra gli elementi previsti figura anche una valorizzazione delle strutture ricettive già titolari di concessione. Le organizzazioni dei balneari manifestano comunque il timore che, nella concreta applicazione dei bandi, la forza economica dei concorrenti possa incidere più della qualità dei progetti presentati.

Filcams chiede garanzie per chi lavora negli stabilimenti

Un fronte distinto riguarda l'occupazione. La Filcams Cgil di Rimini ha chiesto di partecipare al confronto sulla formulazione delle procedure, indicando come prioritarie le clausole destinate a tutelare i dipendenti degli stabilimenti. Il sindacato rappresenta lavoratori del turismo e del settore balneare e aveva già sollevato a Riccione la questione della continuità occupazionale, chiedendo il diritto di precedenza per le assunzioni stagionali, la salvaguardia dei rapporti a tempo indeterminato e la valorizzazione delle professionalità già presenti negli organici. Il segretario generale Francesco Guitto ha contestato in particolare un percorso nel quale le parti sociali non sarebbero state coinvolte nella stessa misura di amministrazioni e operatori del settore.

Il calendario nazionale rende il confronto immediatamente operativo. Il dossier parlamentare del Senato sulla disciplina delle concessioni indica il 30 settembre 2027 come limite massimo della fase transitoria prevista dalla normativa statale, mentre le procedure di affidamento devono essere espletate entro il precedente termine stabilito dalla legge. Una sentenza del Consiglio di Stato dell'agosto 2026 ha inoltre chiarito che quella data non attribuisce agli attuali concessionari un diritto a mantenere necessariamente la gestione fino alla scadenza: le amministrazioni possono completare le gare e procedere alle nuove assegnazioni prima. Non trova quindi riscontro nella disciplina nazionale vigente la data del 1° ottobre 2028 indicata in alcune ricostruzioni della vicenda.

La Toscana contesta l'incertezza sulla scarsità delle spiagge

Alle questioni economiche si aggiunge quella della cosiddetta scarsità della risorsa naturale, decisiva per stabilire l'applicazione delle procedure concorrenziali previste dalla disciplina europea. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l'assessore all'economia e al turismo Leonardo Marras hanno chiesto indicazioni uniformi per tutte le Regioni dopo un confronto con Comuni e associazioni di categoria. La Regione ha segnalato due punti problematici: il contenuto del modello predisposto dal ministero e le modalità con cui deve essere effettuata la valutazione sulla disponibilità effettiva delle spiagge.

Il percorso del bando nazionale era stato avviato formalmente dal Mit il 17 aprile 2026 con il confronto nella Conferenza Unificata, sulla base del decreto-legge dell'11 marzo dello stesso anno. L'obiettivo dichiarato dal ministero era costruire criteri omogenei per gli enti territoriali in materia di selezione, valutazione delle offerte e indennizzi. Il testo è stato poi presentato a Comuni e Regioni alla fine di settembre, mentre in Toscana amministratori e categorie hanno chiesto che le indicazioni definitive evitino interpretazioni differenti da territorio a territorio sulla verifica della risorsa disponibile e sulle procedure da applicare.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.