I lavori più pagati nel privato secondo i nuovi dati Inps

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La fotografia più nitida del lavoro italiano nel 2024 non arriva dal numero degli occupati, bensì dalla distribuzione degli stipendi, che disegna un panorama frastagliato e profondamente segmentato. L’Osservatorio statistico dell’Inps, aggiornato al 2024, ha passato in rassegna una platea di quasi 17,7 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, escludendo, com’è noto, gli operai agricoli e i collaboratori domestici. Ne emerge che la retribuzione media annua si attesta intorno ai 24.486 euro, una cifra che, se da un lato segnala una fase di ripresa moderata ma costante, dall’altro nasconde differenze abissali, quasi si trattasse di universi economici paralleli che coesistono sotto lo stesso tetto contrattuale.

La struttura verticale delle retribuzioni

Quasi la metà di questi dipendenti, per essere precisi, percepisce meno di 20.000 euro lordi all’anno, un dato che da solo basterebbe a spiegare la difficoltà di molti nel far fronte alla vita quotidiana. La struttura salariale, infatti, non è semplicemente diseguale ma si presenta in maniera vertiginosa, scandita da gradoni che separano in modo netto le diverse categorie professionali. Se si osservano i settori che garantiscono le remunerazioni più elevate, si nota come il divario non sia ascrivibile soltanto al tipo di attività economica, ma anche, e in misura preoccupante, al genere del lavoratore, con un gap che permane una costante strutturale del nostro mercato del lavoro.

I settori al top della classifica

Le attività finanziarie e assicurative, com’era lecito attendersi, si confermano in testa alla graduatoria, dove gli stipendi medi raggiungono livelli di gran lunga superiori alla media nazionale. A queste fanno seguito il settore dell’informazione e della comunicazione, insieme a quello dell’energia elettrica e del gas, ambiti nei quali le competenze specialistiche e la forte regolamentazione contribuiscono a determinare compensi più sostanziosi. All’opposto, si collocano il comparto alberghiero e della ristorazione e quello del commercio al dettaglio, che registrano le medie retributive più basse, un fenomeno che riflette la differente produttività e il diverso potere contrattuale presente in questi campi.

Il divario di genere e le prospettive

I numeri dell’Inps, del resto, confermano con implacabile precisione l’esistenza di un gender pay gap che attraversa trasversalmente tutti i settori e tutti i livelli professionali, una disparità che le donne continuano a subire nonostante i progressi normativi e culturali degli ultimi decenni. La forbice, che si apre già all’ingresso nel mondo del lavoro, tende poi ad allargarsi con il progredire della carriera, mostrando come gli ostacoli di natura strutturale siano ancora molti e di difficile superamento. Questa mappa dei redditi, la cui pubblicazione avviene con cadenza annuale, fornisce quindi un ritratto fedele non solo della ricchezza prodotta, ma anche di come essa venga ripartita, offrendo uno spaccato reale sulle condizioni economiche delle famiglie italiane.

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