Il Bayern Monaco si inchina al suo diamante: Olise è a un passo dal record di Messi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un’aura di normalità nelle giocate straordinarie di Michael Olise, una sorta di contraddizione vivente che, passeggiando tra i campi di calcio, ha stregato il Real Madrid nel suo stesso stadio. L’esterno francese, classe 2001, è sbarcato al Santiago Bernabéu con lo status dei predestinati, confermando sul campo ciò che i numeri gridano ormai da mesi. Nel successo per 2-1 dei bavaresi nell’andata dei quarti di finale di Champions League, è stato proprio l’ex Crystal Palace – sfacciato ma mai fuori posto, amante della moda ma senza bisogno di sponsor – a firmare l’ennesimo assist della sua stagione, il venticinquesimo se si considerano le sole competizioni europee e nazionali, ma addirittura il ventinovesimo considerando tutte le competizioni ufficiali. Un dato, quest’ultimo, che lo proietta prepotentemente verso un primato che sembrava intoccabile.

La caccia al primato di Messi: numeri da fenomeno assoluto

La classifica degli assist forniti in una singola stagione dal 2000 in poi inizia a tremare. Con la precisione chirurgica del suo mancino, Olise si è issato al sesto posto nella graduatoria dei migliori marcatori d’assist dell’era moderna, ma la vetta è ormai a portata di mano. Lionel Messi, con i suoi 32 passaggi vincenti nella stagione 2011/12, rappresenta il prossimo, e forse ultimo, ostacolo per il talento francese. Considerando che il Bayern ha ancora diverse partite da disputare tra campionato, coppa nazionale e il ritorno proprio contro i blancos, superare la Pulce non è più una speranza, ma un traguardo concretamente sfiorabile. Come sottolineato da analisi specialistiche, mancano solo tre assist per raggiungere l’argentino e quattro per stabilire un nuovo record, un’impresa che avrebbe dell’incredibile se si considera che stiamo parlando di un ragazzo al suo secondo anno in Bundesliga.

L’investitura di Khedira e l’alchimia con Luis Díaz

Mentre Olise si prepara a illuminare la scena europea, arrivano le lodi anche da una vecchia conoscenza del calcio italiano. Sami Khedira, ex centrocampista di Juventus e Real Madrid, non ha avuto dubbi nel definire il francese “il migliore esterno del mondo” in questo momento. Un’investitura che pesa come un macigno, ma che non sembra scalfire l’equilibrio mentale del giocatore. Eppure, per ottenere l’incastro perfetto che sta portando la squadra di Vincent Kompany ad altezze siderali, a volte bisogna affidarsi alla legge degli opposti. Da una parte c’è Olise, elegante e regolare, dall’altra Luis Díaz, forza della natura legata alle proprie radici. Il colombiano, spesso relegato in panchina a inizio stagione, ha trovato nella generosità di Olise un alleato fondamentale. Il quartetto offensivo completato da Harry Kane e Serge Gnabry ha totalizzato la bellezza di 161 contributi tra goal e assist, un bottino che terrorizza qualsiasi difesa. A Madrid, nonostante le difficoltà iniziali nel disinnescare la retroguardia di Arbeloa, è stato proprio il brasiliano (o meglio, il colombiano) a beneficiare della visione di gioco del francese, creando una sinergia che sta devastando il continente.

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