Brad Sigmon sceglie il plotone d'esecuzione per la condanna a morte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Venerdì, nella Carolina del Sud, si terrà un’esecuzione che segna un ritorno al passato: Brad Keith Sigmon, condannato a morte per l’omicidio dei genitori della sua ex fidanzata nel 2001, ha scelto di essere giustiziato tramite plotone di esecuzione. Una decisione che lo rende il primo condannato negli Stati Uniti, dopo 15 anni, a subire questa forma di pena capitale, preferendola alle alternative disponibili nello stato, ovvero la sedia elettrica e l’iniezione letale.

Sigmon, 67 anni, da oltre due decenni nel braccio della morte, ha optato per la fucilazione nonostante le proteste e le richieste di clemenza avanzate dai gruppi abolizionisti. La sua scelta, tuttavia, non è stata influenzata da ragioni ideologiche o simboliche, ma dalla mancanza di accesso all’iniezione letale, metodo che negli ultimi anni è diventato sempre più difficile da applicare a causa della carenza di farmaci necessari. La legge della Carolina del Sud, infatti, prevede che i condannati possano scegliere tra la sedia elettrica e il plotone di esecuzione se l’iniezione letale non è disponibile.

L’esecuzione, prevista presso il Broad River Correctional Institution di Columbia, seguirà un protocollo preciso: Sigmon verrà prima incappucciato, poi gli verrà posizionato un bersaglio sul petto. Cinque tiratori, scelti tra volontari anonimi, eseguiranno la condanna. Un metodo che, sebbene raro, riporta alla memoria un capitolo della storia giudiziaria americana che molti credevano ormai chiuso.

La vicenda di Sigmon risale al 2001, quando, in un accesso di rabbia, uccise a colpi di mazza da baseball i genitori della sua ex fidanzata, David e Gladys Larke, nella loro casa nella contea di Greenville. Dopo il duplice omicidio, rapì la donna minacciandola con una pistola, ma lei riuscì a fuggire dalla sua auto mentre lui le sparava, senza colpirla. Quel gesto, compiuto in un momento di follia, ha portato Sigmon a trascorrere oltre due decenni in attesa della fine, mentre le sue richieste di appello venivano respinte una dopo l’altra.

L’ultimo tentativo di evitare l’esecuzione è fallito quando la Corte Suprema della Carolina del Sud ha respinto la richiesta di sospensione della pena. Anche l’intervento del governatore repubblicano Henry McMaster, che avrebbe potuto concedere la grazia, appare improbabile, nonostante le pressioni dei gruppi contrari alla pena di morte.

Questa esecuzione, oltre a riaccendere il dibattito sulla legittimità della pena capitale, solleva interrogativi sulle modalità con cui viene applicata. Il plotone di esecuzione, sebbene considerato da alcuni più “umano” rispetto ad altre forme, rimane un metodo cruento e desueto, che riporta indietro le lancette del tempo in un’epoca in cui la giustizia penale cerca di bilanciare il bisogno di punizione con il rispetto dei diritti umani

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