Btp Valore, dal 2 al 6 marzo la nuova emissione con cedole trimestrali crescenti e premio fedeltà allo 0,8%
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il Ministero dell’economia e delle finanze ha ufficializzato il ritorno sul mercato del Btp Valore, e lo farà, come da copione ormai consolidato, con una finestra di collocamento pensata per i piccoli risparmiatori, dalla quale sono esclusi gli investitori istituzionali, che si aprirà lunedì 2 marzo per chiudersi venerdì 6 marzo, salvo la possibilità, sempre prevista in questi casi, di una chiusura anticipata qualora la domanda dovesse raggiungere livelli particolarmente elevati prima del termine naturale dell’operazione -1-2. La nuova emissione, la sesta della famiglia Btp Valore dal suo lancio avvenuto nel 2023, presenterà una struttura ormai familiare a chi ha seguito i precedenti collocamenti, sebbene con alcune peculiarità che meritano di essere analizzate nel dettaglio, a cominciare dalla durota del Titolo, fissata in sei anni, e dalla cadenza delle cedole, che continueranno ad essere corrisposte con frequenza trimestrale, una caratteristica, quest’ultima, particolarmente apprezzata da chi desidera un flusso di cassa periodico e costante nel tempo -1-9.
Una struttura step-up su tre periodi e il premio per la fedeltà
L’elemento centrale dell’offerta, e che tipicamente ne determina il successo tra le famiglie italiane, risiede nel meccanismo di determinazione dei rendimenti: il titolo, che avrà scadenza il 10 marzo 2032, applicherà il cosiddetto criterio “step-up”, il quale, tradotto in termini pratici, significa che i tassi cedolari non saranno fissi per l’intero arco temporale ma cresceranno secondo una progressione prestabilita, scattando a intervalli regolari -3. Nel dettaglio, l’incremento seguirà uno schema che prevede una prima fase di due anni, cui seguirà una seconda fase di ulteriori due anni con una cedola più alta, e infine l’ultimo biennio, quello che precede la naturale scadenza, beneficerà del tasso più elevato dell’intero periodo, in un’ottica di progressiva rivalutazione dell’investimento che premia chi mantiene il titolo in portafoglio per l’intero ciclo vitale del bond -1-4. A ciò si aggiunge un ulteriore incentivo, rappresentato dal premio fedeltà finale, che il Tesoro ha fissato nella misura dello 0,8% del capitale nominale investito, il quale sarà erogato esclusivamente a coloro che avranno acquistato il titolo durante i giorni di collocamento e, condizione imprescindibile per ottenerlo, lo conserveranno senza soluzione di continuità fino alla data di scadenza, senza cederlo in tutto o in parte sul mercato secondario prima del termine -2-8.
I tassi minimi garantiti saranno annunciati il 27 febbraio
Per quanto riguarda l’entità effettiva dei rendimenti, i risparmiatori dovranno attendere ancora qualche settimana prima di poter fare i conti in tasca all’investimento: il Mef ha infatti comunicato che i tassi minimi garantiti, distinti per ciascuno dei tre blocchi biennali, verranno resi noti nella giornata di venerdì 27 febbraio, contestualmente alla comunicazione del codice ISIN che permetterà di identificare univocamente la singola emissione -5-7. Questi tassi, come avviene di consueto in queste operazioni, rappresentano una sorta di pavimento al di sotto del quale il rendimento non potrà scendere, ma va sottolineato che, al termine del periodo di collocamento, i valori definitivi potranno essere oggetto di una revisione esclusivamente al rialzo, nel caso in cui l’andamento delle condizioni di mercato dovesse suggerire un adeguamento verso l’alto per allineare l’offerta ai rendimenti correnti -2-6. L’investimento minimo richiesto per partecipare all’emissione è stato confermato in mille euro, cifra che rappresenta una soglia d’ingresso volutamente accessibile, e i sottoscrittori avranno la certezza di vedersi assegnato l’intero ammontare richiesto, senza il rischio di ricevere un taglio ridotto rispetto agli ordini immessi, cosa che accade invece in altre tipologie di aste -9-10.
Modalità di sottoscrizione e regime fiscale agevolato
Le modalità di adesione ricalcano fedelmente quelle già sperimentate nelle passate tornate: i titoli potranno essere acquistati esclusivamente dalla clientela retail, la quale potrà operare direttamente tramite il proprio home banking, a patto che quest’ultimo sia abilitato alle funzioni di trading online, oppure rivolgendosi al consueto referente della propria banca o all’ufficio postale dove si intrattiene il rapporto di conto corrente con annesso conto deposito titoli -1-4. Un aspetto che non passa mai inosservato, e che contribuisce alla popolarità dello strumento, è l’assenza totale di commissioni di sottoscrizione durante i giorni del collocamento, il che significa che l’intero importo versato verrà integralmente investito in titoli di Stato; restano ovviamente a carico del risparmiatore gli eventuali costi di gestione del conto titoli o del servizio di home trading, qualora applicati dall’intermediario di fiducia secondo i contratti in essere -6-10. Sul fronte fiscale, infine, viene confermato il trattamento agevolato proprio dei titoli di Stato, che prevede un’imposta sostitutiva del 12,5% sulle cedole periodiche e sul premio fedeltà finale, l’esenzione dall’imposta sulle successioni e, non ultimo, l’esclusione dal calcolo dell’Isee per gli investimenti in titoli di Stato fino a concorrenza di cinquantamila euro, un beneficio introdotto di recente che interessa molte famiglie nella dichiarazione dei redditi -2-9.




