Netanyahu preme per l'eliminazione dei leader di Hamas in Qatar, ma il Mossad si oppone al piano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo una rivelazione del Washington Post, il Mossad – il servizio di intelligence israeliano noto anche come “l’Istituto” – si è opposto a un piano operativo, da esso stesso elaborato, che prevedeva l’invio di agenti a Doha con l’obiettivo di assassinare i vertici di Hamas. L’agenzia, stando a quanto riferito, avrebbe espresso forti riserve sull’operazione, giudicandola troppo rischiosa e potenzialmente destabilizzante, sebbene il premier Benjamin Netanyahu continui a vedere nello sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, un interlocutore chiave per le trattative.

La posizione del governo israeliano, d’altronde, rimane inflessibile. In un post pubblicato sul suo account X in inglese, Netanyahu ha accusato i leader del movimento palestinese, che risiedono nel ricco emirato, di “non preoccuparsi della popolazione di Gaza” e di aver “bloccato tutti i tentativi di cessate il fuoco”, prolungando così indefinitamente il conflitto, giunto ormai al suo 709esimo giorno. “Sbarazzarsi di loro”, ha scritto il primo ministro, “eliminerebbe il principale ostacolo al rilascio di tutti i nostri ostaggi e alla fine della guerra”.

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