Palermo, violenza fuori controllo: turisti aggrediti e richiesta di intervento dello Stato
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Redazione Interno
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A Palermo, dove l’escalation di violenze e rapine sta assumendo dimensioni allarmanti, si moltiplicano le voci che chiedono un intervento deciso dello Stato. C’è chi, come alcuni esponenti politici, invoca l’impiego dell’esercito per ripristinare l’ordine, mentre altri – tra cui i sindacati – puntano su misure sociali piuttosto che su una risposta meramente repressiva. Quel che è certo è che la città, stretta nella morsa di una criminalità sempre più sfacciata, non può più attendere.
L’ultimo episodio, balzato agli onori della cronaca solo oggi nonostante sia avvenuto il 3 luglio, riguarda l’aggressione subita da Benjamin Shearar, 28 anni, direttore di una galleria d’arte londinese giunto in Sicilia per ammirare i mosaici bizantini. Mentre si dirigeva verso la stazione della metropolitana di Palazzo Reale D’Orleans, due giovani lo hanno inseguito da via Mongitore, dov’era alloggiato, per poi colpirlo ripetutamente al volto, al torace e all’addome. La borsa, contenente il cellulare e altri effetti personali, è stata portata via, mentre le ferite riportate – due costole fratturate, un trauma cranico e una prognosi di trenta giorni – testimoniano la brutalità dell’assalto.
Pochi giorni prima, alla Vucciria, una coppia di turisti canadesi aveva subito un trattamento analogo, confermando un clima di crescente insicurezza che ormai non risparmia neppure i visitatori stranieri. «Palermo non può diventare terra di nessuno», ha dichiarato Mario Ridulfo, segretario della Cgil cittadina, sottolineando come serva «l’impegno di tutti, a cominciare da quello dello Stato, prima che ci scappi il morto».




