Moschea a Torino, il Comune rilascia il permesso di costruire per l'ex Fonderia Nebiolo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato rilasciato il permesso di costruire per il progetto di riqualificazione dell'ex Fonderia Nebiolo, in via Bologna a Torino. Lo comunica la Confederazione islamica italiana, spiegando che il via libera è arrivato «al termine di un articolato iter amministrativo che ha richiesto il coinvolgimento di diversi uffici ed enti competenti, in considerazione della complessità dell'intervento».

Un centro polifunzionale più che un luogo di culto

La struttura che sorgerà nell'area dell'ex stabilimento industriale non sarà soltanto una moschea. Secondo quanto precisato dalla stessa Confederazione, circa l'80% degli spazi sarà destinato a funzioni diverse dal culto: uno studentato universitario con soluzioni abitative a prezzi calmierati, convenzionate con Edisu, una biblioteca, sale studio, attività culturali e formative, oltre a luoghi pensati per il dialogo interreligioso e interculturale.

L'intervento viene descritto come una riqualificazione complessiva di un complesso di archeologia industriale oggi in condizioni di degrado e abbandono, e come un'operazione di rigenerazione urbana e ambientale dell'area.

La sala di preghiera e i numeri del progetto

La sala di preghiera occuperà circa 1.300 metri quadrati e potrà accogliere intorno al migliaio di fedeli. Una volta completata, sarà la più grande di Torino: la città ospita attualmente 25 luoghi di preghiera per il culto musulmano, censiti dalla stessa Confederazione islamica. L'area complessiva dell'intervento si estende su circa seimila metri quadrati.

L'iter amministrativo e le tappe del cantiere

La vicenda dell'ex Fonderia Nebiolo si trascina da diversi anni. Dopo una serie di aste andate deserte tra il 2017 e il 2019, l'area è stata assegnata alla Fondazione legata alla Confederazione islamica italiana, con la formalizzazione nel 2023 attraverso la costituzione del diritto di superficie per 99 anni e la successiva stipula della convenzione con la Città. Nel luglio 2024 è stata presentata l'istanza di permesso di costruire per la rifunzionalizzazione del complesso.

Con il completamento dell'iter autorizzativo, la Confederazione sta ora procedendo alla definizione del progetto esecutivo, con l'obiettivo dichiarato di «avviare i lavori entro la fine del 2026».

Il confronto politico in Consiglio comunale

Il progetto è stato al centro di un confronto in Consiglio comunale nei mesi scorsi. L'assessore all'Urbanistica Paolo Mazzoleni ha ricostruito il percorso amministrativo dell'intervento, chiarendo che il progetto non si configura come uno spazio esclusivamente dedicato al culto, ma come una riqualificazione complessiva dell'area.

Il vicepresidente del Consiglio comunale Domenico Garcea, di Forza Italia, ha invece chiesto maggiore chiarezza sull'intero impianto dell'operazione, facendo riferimento a finanziamenti, interlocutori e iter e sottolineando che «la credibilità delle istituzioni si misura dalla capacità di applicare le regole senza deviazioni». Tra i punti sollevati dall'esponente azzurro figurano la scelta dei soggetti coinvolti, la certezza delle coperture economiche e l'eventuale coinvolgimento di istituzioni nazionali o estere.

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