TikTok e i creator italiani lanciano il manifesto per la body neutrality

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La salute mentale, che si attesta ormai al primo posto tra le questioni sanitarie a livello globale, non rappresenta più un tabù ma un'emergenza con cui fare i conti, un disagio crescente che, dal 2020 in poi, ha trovato nelle giovani generazioni il suo epicentro più fragile. A questa nuova consapevolezza, che fotografa una realtà innegabile, non è rimasta estranea la percezione comune, tant'è che la stragrande maggioranza degli italiani, arrivando a toccare una percentuale del novanta per cento nel 2024, riconosce ormai l'utilità della figura dello psicologo. È in questo contesto, dove l'urgenza di benessere psicologico si intreccia con il potentissimo megafono dei social network, che si inserisce l'iniziativa di TikTok Italia, la quale, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, ha presentato a Roma, in collaborazione con l'associazione Parole O_Stili e la Polizia di Stato, il manifesto #BodyNeutrality.

Il linguaggio consapevole come antidoto ai giudizi

L'evento, che si è tenuto a bordo del truck ‘Una vita da social’ della Polizia Postale, allestito in Piazza della Cancelleria e aperto a istituzioni, creator e studenti, ha avuto come obiettivo primario la promozione di un linguaggio digitale più consapevole, inclusivo e, soprattutto, libero da stereotipi e giudizi legati all'aspetto fisico. Il manifesto, concepito come una guida pratica, invita infatti a riflettere sulle parole che si utilizzano online, cercando di scardinare quelle dinamiche di giudizio che troppo spesso alimentano insicurezze e disagi, soprattutto tra i giovanissimi, i quali vivono nelle piattaforme digitali il proprio spazio di socialità primario.

Le voci dei creator per parlare alla community

Per diffondere in maniera efficace e capillare il messaggio alla sua sterminata community italiana, che conta oltre ventitré milioni di utenti mensili, TikTok ha coinvolto alcuni creator di riferimento, i quali, con stili e sensibilità differenti, hanno condiviso le loro personali riflessioni sul tema. BigMama, per esempio, ha affidato a un post il potente concetto che "il tuo corpo è la tua casa non la tua vetrina", un'affermazione che sposta l'attenzione dalla mera estetica alla dimensione intima e soggettiva dell'abitare sé stessi. Accanto a lei, anche le testimonianze di Lara Speranza, Alessia Conte, Andrea Verde e Francesco Alioto hanno contribuito a costruire un racconto collettivo, fatto di intimità e autenticità, con l'intento di ispirare i propri follower e accrescere in loro una diversa consapevolezza.

I dati che confermano un cambiamento epocale

A confermare la portata di questo mutamento culturale, che vede la salute mentale uscire dall'ombra per diventare una priorità assoluta, intervengono i numeri dell'Ipsos Health Service Report 2024. L'indagine, condotta in uno spettro di trentuno Paesi, rivela come il quarantacinque per cento delle persone identifichi ormai la salute mentale come il problema sanitario principale, un dato che, se confrontato con il ventisette per cento registrato nel 2018, segna un incremento netto e significativo, ulteriormente accelerato dagli anni difficili della pandemia. È chiaro, dunque, che le iniziative come quella del manifesto #BodyNeutrality non rispondano a una moda passeggera, ma tentino di intercettare un bisogno profondo e sempre più dichiarato, provando a fornire degli strumenti, a partire dalle parole, per navigare un presente complesso.

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