OnlyFans e tasse, il content creator che non dichiarava 700mila euro
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Redazione Economia
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Dichiarazioni fiscalmente leggere per un conto corrente che, stando alle ricostruzioni, avrebbe invece conosciuto l'abbondanza: circa 700mila euro. La Guardia di Finanza di Trieste, con la Compagnia di Muggia, ha chiuso un'attività ispettiva nei confronti di un digital content creator residente nel capoluogo giuliano, un influencer molto attivo sulle piattaforme OnlyFans e Fansly, i cui ricavi, a quanto pare, non avrebbero mai incontrato il fisco.
Il divario tra quanto esibito al Fisco, cioè pressoché nulla, e gli introiti effettivamente generati dalla produzione di contenuti digitali, ha rappresentato il presupposto per l'accertamento, che ha portato alla luce un'evasione potenziale di rilevante entità.
Il meccanismo dell'accertamento
Le indagini, condotte nell'ambito delle attività di contrasto all'evasione fiscale e all'economia sommersa, si concentrano sulla cosiddetta digital creator economy, un settore in espansione che muove capitali spesso opachi, proprio perché basato su transazioni digitali e internazionali. Nel caso specifico, i finanzieri hanno approfondito la posizione di un noto content creator, la cui notorietà online mal si conciliava con i redditi dichiarati, bassissimi o quasi inesistenti.
Attraverso la pubblicazione di contenuti su abbonamento, sponsorizzazioni e materiale a pagamento, l'influencer avrebbe accumulato la cifra, che gli inquirenti ritengono non sia stata sottoposta a tassazione, né ordinaria né suppletiva.
La "tassa etica" e i dettagli della contestazione
Tra gli aspetti più peculiari della vicenda, emerge il mancato versamento della cosiddetta "tassa etica", un'addizionale fiscale suppletiva del 25% che, per legge, si applica ai redditi derivanti dalla produzione, distribuzione o vendita di materiale pornografico e di incitamento alla violenza. Su un imponibile di 700mila euro, il solo mancato versamento di questa imposta aggiuntiva ammonterebbe a circa 60mila euro, una cifra che si somma al carico fiscale ordinario evaso.
L'indagine, che ha preso le mosse da una verifica incrociata dei flussi finanziari e delle dichiarazioni dei redditi, ha ricostruito il volume d'affari generato dalle piattaforme OnlyFans e Fansly, dove l'influencer pubblicava regolarmente contenuti per adulti, ottenendo compensi che transitavano su canali non comunicati all'Agenzia delle Entrate.
Il quadro normativo e le implicazioni
Il caso solleva questioni relative alla corretta imposizione dei redditi generati dall'economia digitale, un terreno in cui spesso la residenza fiscale del creatore e la sede legale delle piattaforme straniere creano zone d'ombra. I finanzieri, attraverso l'analisi dei movimenti bancari e delle piattaforme, hanno potuto quantificare l'incasso effettivo, che sarebbe stato interamente occultato al fisco. La posizione del content creator, accusato di evasione fiscale, è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, in attesa di ulteriori sviluppi processuali.
La guardia di finanza ha così messo in luce una pratica che, sebbene non nuova, assume contorni sempre più significativi in un mercato del lavoro in profonda trasformazione, dove la produzione di contenuti digitali genera ricavi considerevoli ma spesso difficili da tracciare per gli organi di controllo.




