Omicidio a Bergamo, trovata l'arma del delitto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A Bergamo, l'omicidio di Mamadi Tunkara, avvenuto in via Tiraboschi, ha scosso profondamente la città. Il vigilante di 36 anni, originario del Gambia, è stato ucciso a coltellate. L'arma del delitto, un coltello da cucina in ceramica con una lama di 14 centimetri e un manico di 13, è stata rinvenuta in una corte di via Paglia, a circa un chilometro dal luogo del crimine. La Polizia di Stato ha diffuso le immagini del coltello, ritenuto l'arma utilizzata dall'assassino.
Il presunto omicida, Sadate Djiram, un richiedente asilo togolese di 28 anni, ha confessato il delitto dopo essere stato arrestato poco oltre la frontiera. Djiram ha dichiarato che il movente fosse la gelosia, accusando Tunkara di avere una relazione con la sua ex compagna. Tuttavia, quest'ultima ha smentito tali affermazioni, negando che ci fosse una relazione tra lei e la vittima.
Il prefetto di Bergamo ha sottolineato l'importanza di una rete di telecamere più capillare e di un controllo più stretto sulla diffusione dei coltelli tra i giovani, sia italiani che stranieri. Le telecamere, infatti, si sono rivelate fondamentali per ripercorrere la via di fuga del presunto assassino. Le autorità locali intendono rendere questi impianti ancora più efficienti, disseminandoli nei punti critici della città.
L'omicidio di Mamadi Tunkara ha portato alla luce la necessità di un intervento incisivo per contrastare la diffusione dei coltelli tra i giovani.




