Salari reali in caduta libera, l'Ocse certifica l'emergenza italiana: -0,9% nel 2026

Salari reali in caduta libera, l'Ocse certifica l'emergenza italiana: -0,9% nel 2026
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il quadro del mercato del lavoro italiano, nell'analisi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presenta un contrasto netto tra quantità e qualità. Da un lato, i numeri dell'occupazione raggiungono livelli record; dall'altro, il potere d'acquisto dei lavoratori continua a erodersi, facendo emergere una delle criticità strutturali più gravi tra le economie avanzate.

L'Employment Outlook 2026, presentato dall'Ocse, restituisce una fotografia in cui la crescita occupazionale non riesce a tradursi in un corrispondente benessere economico per le famiglie, con il divario salariale che si attesta come il più ampio dell'intera area.

Il crollo del potere d'acquisto

A certificare la portata del fenomeno è il dato sui salari reali, ovvero le retribuzioni al netto dell'effetto inflazione. Nel primo trimestre del 2026, nonostante una crescita dell'1,3% su base annua, favorita da un temporaneo rallentamento dei prezzi, le buste paga italiane risultavano ancora inferiori del 6,1% rispetto ai livelli del primo trimestre del 2021.

Si tratta, secondo il rapporto, del divario più ampio registrato tra le principali economie dell'Ocse, a testimonianza di un recupero molto più lento rispetto a quello degli altri Paesi avanzati dopo lo shock inflazionistico. Lo scenario è destinato a peggiorare ulteriormente: le proiezioni dell'organismo internazionale indicano per il 2026 un nuovo calo dello 0,9% dei salari reali, con un tiepido rimbalzo solo dello 0,2% previsto per il 2027.

Le cause strutturali di un ritardo

A pesare sulle prospettive dei redditi da lavoro sono diversi fattori concomitanti. L'improvvisa impennata dei prezzi dell'energia, legata alle tensioni internazionali, sta riaccendendo l'inflazione, erodendo così i già fragili margini di recupero dei salari.

L'Ocse sottolinea inoltre come questa debolezza sia aggravata da elementi strutturali del mercato del lavoro italiano, come il numero limitato di rinnovi contrattuali programmati per il prossimo anno, che riduce le occasioni per adeguare le retribuzioni al costo della vita, e la persistente capacità inutilizzata della forza lavoro, che indebolisce il potere contrattuale dei dipendenti.

In sintesi, come ha spiegato l'economista Andrea Garnero, appena l'inflazione torna a salire, i salari nominali italiani, strutturalmente più bassi, finiscono rapidamente "sott'acqua".

Record di occupazione e divario storico

Il capitolo occupazionale offre luci e ombre altrettanto significative. Il tasso di disoccupazione, sceso al 5% a maggio 2026, rappresenta un minimo storico, in linea con la media Ocse del 4,9%. Un risultato, questo, che colloca l'Italia nel ristretto gruppo di Paesi del Sud Europa in cui la disoccupazione continua a diminuire. Il tasso di occupazione, pari al 62,8% nel primo trimestre del 2026, è il livello più alto mai raggiunto.

Tuttavia, questo dato resta di 9,3 punti percentuali inferiore alla media Ocse del 72,1%, un divario che posiziona l'Italia tra i fanalini di coda dell'organizzazione, soprattutto per quanto riguarda l'occupazione giovanile e femminile.

La frattura territoriale tra Nord e Sud

Il rapporto dell'Ocse dedica un'attenzione particolare alle disparità territoriali, che in Italia raggiungono livelli estremi. La distanza tra aree geografiche in termini di opportunità di lavoro è la più marcata tra i Paesi considerati, con un tasso di disoccupazione nelle regioni meno performanti che è quattro volte superiore a quello delle aree più dinamiche. Un esempio lampante di questa frattura emerge dal confronto tra due città: a Napoli, il tasso di disoccupazione si attesta al 20,4%, mentre a Bergamo si ferma all'1,5%.

Un abisso che fotografa una realtà in cui le opportunità economiche, e di conseguenza gli standard di vita, variano drasticamente a seconda del luogo di residenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.