Germania, accordo storico: i Verdi sbloccano il maxi-pacchetto per riarmo e economia
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Redazione Esteri
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BERLINO – Dopo una trattativa serrata, che ha visto ore di confronto notturno tra il cancelliere in pectore Friedrich Merz (Cdu) e i rappresentanti dei Verdi, l’ostacolo più ingombrante è stato rimosso. Il partito ambientalista ha deciso di appoggiare il maxi-pacchetto da 1.000 miliardi di euro, destinato a riarmo e rilancio dell’economia, aprendo così la strada a una maggioranza dei due terzi al Bundestag. Un passaggio cruciale, che permetterà di modificare la Schuldenbremse, il freno al debito previsto dalla Costituzione tedesca, e di sbloccare risorse senza precedenti per la difesa e le infrastrutture.
Il via libera dei Verdi, arrivato dopo un braccio di ferro che sembrava destinato a fallire, rappresenta una svolta significativa. Non solo perché consente a Merz di procedere con il suo programma, ma anche perché segna un compromesso inedito tra le istanze ambientaliste e le esigenze di sicurezza nazionale. In cambio del loro sostegno, i Verdi hanno ottenuto un finanziamento da 100 miliardi di euro per il Fondo nazionale per la difesa del clima, una cifra che corrisponde a un quinto del totale del pacchetto e che sarà prelevata dal fondo per le infrastrutture nei prossimi dodici anni.
Il piano, che prevede investimenti per 500 miliardi di euro in difesa e altrettanti in infrastrutture, era stato inizialmente osteggiato dai Verdi, preoccupati per l’impatto ambientale e per il rischio di un eccessivo indebitamento. Tuttavia, la mediazione ha permesso di superare le resistenze, garantendo al partito ambientalista un ruolo centrale nella definizione delle priorità.
Un aspetto non secondario riguarda il ruolo del Parlamento uscente, la cui legittimità a decidere su un tema di tale portata era stata messa in discussione. La Corte costituzionale tedesca, interpellata in merito, ha però confermato che spetta ai deputati in carica approvare le modifiche necessarie, chiudendo così ogni controversia giuridica.




