Il nuovo San Siro varrà oltre 2 miliardi di euro: ecco quanto guadagneranno Inter e Milan dall'operazione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà un'arena da 2,149 miliardi di euro, stando a quanto si legge nella relazione economica di fattibilità che Inter e Milan hanno depositato al Comune di Milano, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che dovrebbe essere completato entro il 2032. Una cifra, questa, che restituisce le dimensioni economiche di un'operazione destinata a segnare il futuro urbanistico e sportivo della città, e che i due club di proprietà americana stanno portando avanti dopo aver acquisito la proprietà dell'attuale stadio Giuseppe Meazza e delle aree limitrofe.

Il documento, finora rimasto riservato, è stato anticipato dall'edizione milanese del Corriere della Sera e offre per la prima volta un quadro dettagliato del valore che i due sodalizi attribuiscono alla loro futura casa.

Un progetto da 2,149 miliardi e le criticità sulle opere di urbanizzazione

La stima, che supera ampiamente i due miliardi di euro, rappresenta la voce di gran lunga più consistente dell'intero piano di intervento, ma non è l'unica cifra che ha acceso il dibattito.

A sollevare qualche perplessità, in particolare, è il confronto con quanto accaduto in passato per altre grandi operazioni di trasformazione urbana, come quella di City Life, dove gli oneri di urbanizzazione versati dai privati hanno permesso la realizzazione di un parco urbano di 187 mila metri quadrati, la sistemazione della scuola Pizzigoni, un nuovo asilo, la riqualificazione del velodromo Vigorelli e del parco Monte Stella, oltre alla creazione di nuovi orti urbani al Gallaratese e al Qt8.

Per il nuovo stadio di San Siro, invece, i circa 70 milioni di opere di urbanizzazione previste sarebbero destinati in larga parte al rifacimento del tunnel Patroclo, una scelta che lascia perplessi alcuni osservatori.

Le osservazioni del consigliere Fedrighini e il ruolo del tunnel Patroclo

Enrico Fedrighini, consigliere comunale del gruppo misto e da anni impegnato sul dossier del Meazza, ha sottolineato lo squilibrio tra i benefici pubblici generati da City Life e quelli attesi per la zona di San Siro, ricordando che mentre il primo intervento ha portato alla città un'intera serie di servizi e spazi verdi, per il nuovo stadio l'attenzione sembra concentrarsi su un'infrastruttura viabilistica che, per quanto necessaria, difficilmente potrà restituire al quartiere lo stesso valore sociale.

Fedrighini ha evidenziato come il paragone con City Life renda lampante questa differenza di approccio, pur senza voler santificare alcun modello, e ha ribadito la necessità di un maggiore equilibrio tra gli investimenti privati e il ritorno in termini di spazi e servizi per i cittadini.

Il valore dell'opera e le prospettive per i due club

Il valore stimato di 2,149 miliardi di euro, che compare nella relazione di fattibilità, si inserisce in un quadro di investimenti complessivi che i due club stanno valutando con attenzione, anche in relazione ai futuri ricavi derivanti dalla gestione dell'impianto e dalle attività commerciali che vi ruoteranno attorno. Inter e Milan, infatti, non guardano al nuovo San Siro solo come a un campo da calcio, ma come a un polo multifunzionale in grado di generare flussi di cassa significativi, tanto da giustificare un esborso iniziale di questa portata.

L'acquisizione dell'area e la progettazione dell'opera procedono di pari passo con le interlocuzioni istituzionali, e il deposito della relazione economica rappresenta un passaggio obbligato per ottenere le necessarie autorizzazioni, nonché per definire l'entità degli oneri che i privati dovranno sostenere nei confronti del Comune.

I tempi di realizzazione e il valore dell'area

Il cronoprogramma, al momento, indica il 2032 come l'anno di apertura del nuovo impianto, una data che lascia comunque margine per eventuali modifiche o accelerazioni, anche se la complessità dell'operazione e le risorse in gioco suggeriscono di procedere con cautela. Quel che è certo è che il valore attribuito all'arena, da sola, supera di gran lunga quello dell'attuale Meazza e rappresenta una scommessa economica senza precedenti per il calcio italiano, proiettando Milano in una dimensione internazionale che pochi altri stadi europei possono vantare.

D'altra parte, la scelta di mantenere la proprietà dell'impianto e di sviluppare le aree circostanti in modo autonomo risponde a una logica di business ben precisa, che i due club perseguono con determinazione, nella consapevolezza che il calcio moderno si gioca sempre più fuori dal campo, tra sponsorizzazioni, hospitality e servizi integrati.

Il confronto con altre esperienze urbane

Il richiamo a City Life, in questo contesto, non è casuale, perché quell'operazione ha rappresentato per Milano un modello di partenariato pubblico-privato i cui effetti sono ancora visibili e tangibili, con un parco urbano e servizi che hanno ridisegnato un intero quadrante della città.

Nel caso di San Siro, però, il rapporto tra investimento privato e beneficio pubblico appare meno sbilanciato a favore della collettività, almeno stando ai dati emersi finora, e il rischio è che l'area dello stadio diventi un'enclave commerciale e sportiva senza quel ricco corollario di spazi aperti e attrezzature che invece aveva caratterizzato altre trasformazioni.

La discussione, insomma, è destinata a proseguire nei prossimi mesi, mentre i tecnici del Comune esamineranno la documentazione pervenuta e i club affineranno i loro piani, in attesa di capire se il progetto definitivo potrà recepire alcune delle osservazioni sollevate dal mondo politico e associativo.

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