La promessa di vendetta di Mojtaba Khamenei e la tensione in Medio Oriente
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Redazione Esteri
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Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo dell'Iran, ha lanciato un messaggio carico di minacce in occasione dei funerali del padre Ali Khamenei, promettendo una dura resa dei conti con i responsabili della morte del suo predecessore. "Abbiamo la lista dei criminali", ha dichiarato il nuovo Guida, in un testo letto e trasmesso dalla televisione di Stato sabato, alimentando ulteriormente le tensioni in una regione già infiammata dagli equilibri fragili della politica internazionale.
Le sue parole sono state pronunciate nel corso di una cerimonia che ha visto una partecipazione massiccia, descritta dallo stesso Khamenei come storica e senza precedenti, con decine di milioni di persone scese in piazza nelle città iraniane e in Iraq, da Teheran a Mashhad, passando per Qom e le città sante di Najaf e Karbala.
La folla e il clima da Rivoluzione
L'atmosfera che ha avvolto le esequie ha ricordato i momenti più febbrili della Rivoluzione del 1979, con la folla che si è radunata al buio dell'alba e le arterie stradali bloccate a chilometri di distanza dalla moschea Mosalla.
La gente, abbandonando le auto in mezzo all'autostrada, ha proseguito a piedi per rendere omaggio alla salma, in un tripudio di bandiere che non erano solo quelle nazionali: tra la marea umana sventolavano infatti i vessilli della Georgia, della Bosnia e della Nigeria, quasi a voler rappresentare una solidarietà internazionale che i media di Stato hanno prontamente enfatizzato.
La presenza di giornalisti in abiti formali e blogger, che si muovevano freneticamente tra i partecipanti, ha contribuito a costruire una narrazione di evento epocale, funzionale a legittimare il passaggio di consegne nella guida suprema del Paese.
Il contesto internazionale e i negoziati in Oman
La dichiarazione del nuovo leader iraniano arriva in un momento di estrema delicatezza per la diplomazia internazionale, segnato dal fallimento dei colloqui sul nucleare che si sono tenuti a Muscat, in Oman, e dai quali è assente la delegazione statunitense. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la Casa Bianca ritiene ormai sempre più improbabile il raggiungimento di un accordo con Teheran, mentre l'Europa sta valutando ipotesi alternative per la gestione dei pedaggi nello Stretto di Hormuz, un punto nevralgico per il trasporto del petrolio.
In questo quadro, all'indomani dell'avvertimento israeliano riguardo ai nuovi piani iraniani per assassinare Donald Trump, la tensione tra Washington e Teheran si è ulteriormente innalzata, sebbene nella notte tra venerdì e sabato non siano stati segnalati nuovi raid da parte americana.
Il nodo della successione e le minacce di ritorsione
La promessa di vendetta di Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, si inserisce in un contesto di lotta interna per il potere e di sfide alla stabilità del regime. La "lista dei criminali" menzionata dal leader supremo rappresenta una chiara minaccia di ritorsioni, che potrebbe tradursi in azioni concrete sia all'interno dei confini nazionali che all'estero, in un momento in cui l'Iran cerca di riaffermare la propria influenza regionale.
Le cerimonie funebri, che hanno toccato le principali città iraniane e alcune dell'Iraq, hanno offerto una platea ideale per mostrare la compattezza del fronte interno, nonché per lanciare un segnale di sfida agli avversari storici, in primis Stati Uniti e Israele, in una fase in cui la diplomazia sembra aver ceduto il passo alla minaccia.




