Minacce a Giorgia Meloni con firma Br a Marina di Pietrasanta, la denuncia di Donzelli e gli accertamenti in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un messaggio di violenza, vergato in vernice rossa e corredato da un simbolo eversivo, è comparso nella mattinata di domenica 7 dicembre sul lungomare di Marina di Pietrasanta. La scritta, che incita a “sparare a Giorgia”, è accompagnata dal disegno di una stella a cinque punte e dalla sigla che rimanda alle Brigate Rosse, un richiamo storico, questo, che riporta alla memoria pagine buie della nostra Repubblica. A rendere pubblico l’accaduto, diffondendo anche una fotografia del muro imbrattato attraverso i propri profili social, è stato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla premier, il quale ha prontamente denunciato il gesto definendolo una minaccia firmata dall’“estremismo comunista delle brigate rosse”.

Gli sviluppi dell’inchiesta dopo il ritrovamento della minaccia

Immediatamente allertate, le forze dell’ordine del commissariato di Forte dei Marmi hanno avviato gli accertamenti del caso, un’attività investigativa volta a individuare gli autori materiali del gesto intimidatorio. Gli investigatori, che stanno procedendo con le prime verifiche, si stanno concentrando, tra l’altro, sulla possibile presenza di telecamere di sorveglianza nella zona del viale a mare, dispositivi che potrebbero aver immortalato chi ha materialmente realizzato la scritta. L’episodio, per la sua gravità intrinseca e per il riferimento a sigle storiche del terrorismo, assume un peso particolare e viene trattato con la massima attenzione dalle autorità competenti.

La posizione politica di Fratelli d’Italia e il clima denunciato

La reazione del partito di maggioranza non si è fatta attendere, configurandosi non solo come una condotta formale di denuncia ma anche come una presa di posizione politica netta. Donzelli, nel rendere nota la minaccia, ha infatti sottolineato come “non ci faremo intimidire”, un’affermazione che riecheggia, del resto, parole pronunciate dalla stessa Meloni in un recente passato. La presidente del Consiglio, infatti, lo scorso 25 settembre, nel corso di un intervento a un evento della sua galassia politica, aveva dichiarato di non aver avuto paura delle Brigate Rosse in passato e di non averne oggi, una dichiarazione che, alla luce dei fatti di Pietrasanta, acquista una risonanza nuova e inquietante.

Le dichiarazioni di solidarietà e l’accusa al mondo politico avversario

Dalla nota ufficiale diffusa da un esponente del gruppo parlamentare di FdI alla Camera è giunta un’ulteriore e dura reazione, la quale, esprimendo solidarietà a Meloni, colloca esplicitamente l’episodio in un preciso contesto politico. La dichiarazione, che definisce la minaccia “gravissima”, attribuisce infatti la responsabilità di un simile clima a una precisa area dello schieramento politico, affermando che “a sinistra si continua ad avvelenare il clima politico e le conseguenze non possono che essere gesti eversivi”. Un’accusa diretta, questa, che interpreta il gesto vandalico e minaccioso non come un fatto isolato ma come l’esito estremo di un avvelenamento del dibattito pubblico, richiamando al contempo i “brutti ricordi di una stagione terribile” che si credeva archiviata.

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