Terremoto in Indonesia, magnitudo 7.7 e almeno 20 vittime: l’isola di Flores nel cuore della scossa
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Redazione Esteri
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Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.7 ha sconvolto nelle prime ore del mattino l’Indonesia orientale, con epicentro localizzato al largo della costa settentrionale dell’isola di Flores, a una profondità particolarmente bassa, soltanto 10 chilometri sotto il fondale marino.
Il sisma, la cui potenza è stata rilevata e resa nota dall’US Geological Survey (USGS), ha avuto il suo epicentro a circa 68 chilometri a nord-ovest della città di Ende, nella provincia di Nusa Tenggara, e ha provocato il crollo di numerosi edifici e abitazioni, innescando una corsa ai soccorsi che si sta rivelando complessa a causa della conformità geografica dell’arcipelago e delle difficoltà di raggiungere le zone più isolate.
Il bilancio delle vittime e i danni segnalati
Il bilancio provvisorio, aggiornato dal sito di notizie China Daily che cita a sua volta altre fonti mediatiche locali, parla di almeno 20 persone morte a causa del terremoto, un numero che potrebbe purtroppo aumentare nelle prossime ore man mano che i soccorsi riescono a penetrare nelle aree più colpite e a verificare le condizioni degli abitanti rimasti intrappolati sotto le macerie.
Le scosse telluriche, avvertite distintamente in tutta la regione orientale dell’arcipelago, hanno causato il panico tra la popolazione locale, già abituata a convivere con il rischio sismico ma stavolta messa a dura prova da un evento di tale intensità, che peraltro si è verificato in una zona molto frequentata dal turismo internazionale per via delle celebri spiagge e dei siti naturalistici che caratterizzano l’isola di Flores.
La dinamica sismica e il contesto geologico
L’US Geological Survey ha classificato l’evento come un terremoto di magnitudo 7.7, una potenza considerevole che, unita alla bassa profondità ipocentrale di soli 10 chilometri, ha amplificato notevolmente gli effetti distruttivi sulla superficie, provocando non solo il crollo di strutture in muratura e di edifici pubblici, ma anche una serie di frane nelle zone collinari e costiere che hanno complicato ulteriormente le operazioni di ricerca e salvataggio.
L’Indonesia, come noto, si trova lungo il cosiddetto “Anello di Fuoco” del Pacifico, un’area caratterizzata da una forte attività sismica e vulcanica dovuta alla convergenza di diverse placche tettoniche, e questo ennesimo terremoto si inserisce in una sequenza di eventi tellurici che nell’ultima settimana hanno interessato anche altre aree del mondo, come la Colombia e il Venezuela, sebbene con magnitudo inferiori e con conseguenze per ora meno gravi in termini di vittime.
I soccorsi e le ripercussioni sulla popolazione
Le autorità locali hanno immediatamente attivato le procedure di emergenza, mobilitando squadre di soccorritori e mezzi pesanti per rimuovere le macerie e raggiungere i superstiti, mentre nelle aree costiere è stata diffusa l’allerta tsunami, poi fortunatamente rientrata dopo che i rilevatori non hanno registrato onde anomale di particolare entità nonostante la magnitudo rilevante del sisma.
La città di Ende e i centri limitrofi risultano tra i più danneggiati, con ospedali e strutture sanitarie che stanno facendo i conti con un afflusso massiccio di feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi, mentre migliaia di persone hanno preferito trascorrere la notte all’aperto per paura di eventuali scosse di assestamento, che in queste ore continuano a essere registrate dalla rete sismica nazionale.
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