L'influenza si prepara a colpire forte, gli esperti prevedono fino a 16 milioni di casi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Gli esperti lanciano un monito chiaro e supportato dai dati: la prossima stagione influenzale, che si appresta a entrare nel suo picco autunnale, potrebbe rivelarsi particolarmente intensa, con una stima che fa prevedere fino a 15-16 milioni di italiani costretti a letto. Tale previsione, che delinea uno scenario di ampia circolazione virale, non è frutto di mere congetture ma si fonda sull'attenta analisi di quanto è appena accaduto in Australia, Paese il cui andamento epidemico rappresenta da sempre un attendibile modello per l'emisfero settentrionale e che ha recentemente concluso una delle sue stagioni più impegnative degli ultimi tempi.

Il quadro epidemiologico e il confronto con il Covid

In questo contesto, che vede un'attesa recrudescenza dei virus respiratori, si inserisce l'analisi di Matteo Bassetti, il quale offre una chiave di lettura per distinguere, con maggiore chiarezza rispetto al passato, le manifestazioni dell'influenza da quelle del Covid-19. Il professore, sottolineando come molti già accusino i tipici malanni di stagione, spiega come i due patogeni, sebbene possano presentare un'esordio sintomatico simile, mostrino spesso delle evoluzioni differenti, permettendo così una diagnosi più precisa che fino a poco tempo fa era invece resa complessa dalla sovrapposizione dei quadri clinici.

La minaccia parallela dei virus intestinali

Agli agenti patogeni dell'influenza classica e del Sars-Cov-2, si affianca poi la circolazione dei virus responsabili delle forme gastroenteriche, spesso denominate, sebbene impropriamente, "influenza intestinale". Questi microrganismi, che causano sintomi come diarrea e vomito, trovano un terreno di diffusione ideale con la riapertura delle scuole, dove la promiscuità e la condivisione di spazi e oggetti facilitano il contagio, creando un picco di casi che procede di pari passo con l'aumento delle infezioni da coronavirus.

La vaccinazione come unica strategia consolidata

La parola d'ordine, ribadita con forza dai virologi, rimane dunque la profilassi. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, conferma la proiezione di una stagione virulenta, i cui effetti più severi potrebbero abbattersi soprattutto sulle persone più fragili. "Le previsioni, è bene ricordarlo, hanno un margine di incertezza", ha dichiarato, "tuttavia, se lo scenario australiano dovesse ripetersi nel nostro Paese, assisteremo a un numero di contagi pari, se non superiore, a quello della scorsa annata". L'invito è quindi a non sottovalutare la campagna vaccinale, strumento principale per mitigare l'impatto di un'ondata che potrebbe raggiungere il suo apice già tra novembre e dicembre.

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