Protesta accademica contro la cooperazione Italia-Israele
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Redazione Interno
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Oltre 200 docenti, assegnisti, dottorandi e tecnici-amministrativi dell'Università di Firenze hanno sottoscritto una lettera-appello. Il loro obiettivo è chiedere ai propri rappresentanti di non aderire al bando di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra Italia e Israele, pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci).
La protesta a Firenze
La lettera fa riferimento alla protesta nazionale in corso contro il bando, che ha raccolto la sottoscrizione di quasi 2.000 accademici italiani. I firmatari richiamano le istituzioni italiane al proprio obbligo di prevenire e di non essere complici in atti di genocidio secondo la Convenzione Onu del 1948. Fanno inoltre riferimento al precedente del Senato Accademico dell'Università di Torino, che ha giudicato non opportuna la partecipazione al bando Maeci, vista la situazione di guerra a Gaza.
L'occupazione a Napoli
Il 8 aprile 2024, gli attivisti della Rete Studentesca per la Palestina hanno occupato la sede del Rettorato dell'Università Federico II di Napoli. La richiesta degli attivisti è chiara: "Basta accordi con Israele, l'ateneo non partecipi al bando Maeci". Questo evento segna l'inizio della settimana antagonista negli atenei, con un'altra Università occupata: la Federico II di Napoli.
Le motivazioni della protesta
Le motivazioni di queste proteste sono chiare: i firmatari chiedono la fine degli accordi con le università israeliane. Questo movimento di protesta accademica riflette una crescente preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e l'impegno per la pace e la giustizia.




