Maltempo in Veneto, Stefani dichiara lo stato di emergenza regionale
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Redazione Interno
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Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha firmato nelle scorse ore il decreto che sancisce lo stato di emergenza regionale, un provvedimento reso necessario dall’ondata di maltempo che, tra lunedì e la giornata di ieri, ha attraversato con violenza gran parte del territorio. L’evento atmosferico, definito dallo stesso Stefani “diffuso e violento”, ha prodotto una scia di danni che le amministrazioni locali stanno ancora censendo, anche se – come spesso accade in queste fasi – la quantificazione definitiva richiederà tempi tecnici non brevissimi. “Si è trattato di un evento diffuso e violento – ha dichiarato il presidente – a causa del quale si sono verificati danni anche gravi, che sono ovviamente ancora in fase di definizione e di verifica e che potranno essere successivamente ricompresi nell’atto”. Un passaggio, quest’ultimo, che lascia intendere la possibilità di integrazioni future al dossier dei sinistri, una volta completati i sopralluoghi.
Verona, i conti con il nubifragio: tetti scoperchiati e auto danneggiate
A Verona, dove il temporale si è abbattuto con particolare intensità l’altra sera, i residenti si sono svegliati in una città ferita. Decine di alberi e rami sono caduti, alcuni dei quali finiti addosso a vetture regolarmente parcheggiate lungo le strade. Ma il vento non si è limitato a sradicare piante: diversi tetti di edifici sono stati letteralmente scoperchiati, trasformandosi in vere e proprie schegge impazzite; volati per decine di metri, hanno infranto i vetri delle finestre nei palazzi vicini. Una cinquantina circa gli interventi di soccorso gestiti dai vigili del fuoco, con il centro storico che ha subito disagi non secondari. A chi rivolgersi, in questi casi, per ottenere un risarcimento? Iacopo Cera, presidente di Adiconsum Verona, ha provato a mettere ordine nella delicata questione: “Chi ha subito eventuali danni all’auto parcheggiata sulle vie cittadine, ad esempio per un ramo caduto, può chiedere il risarcimento all’ente che ha in gestione il luogo dov’è avvenuto il danno e che solitamente è sempre assicurato”. Un’indicazione pratica che, però, non sempre si traduce in procedure rapide, vista la mole di segnalazioni.
Piogge, grandinate e vento: un quadro che ha messo in ginocchio l’agricoltura
Il maltempo non ha risparmiato le campagne. Nel Veronese si sono abbattute forti piogge alternate a grandinate e raffiche di vento capaci di spazzare via intere porzioni di colture. L’allerta, già di per sé elevata, è destinata a proseguire nel weekend, alimentando la preoccupazione tra gli agricoltori. I danni all’agricoltura, per loro natura, emergeranno con chiarezza solo nei prossimi giorni, quando le acque si saranno ritirate e si potrà valutare lo stato dei terreni. Quel che è certo è che le operazioni di emergenza – dal taglio delle piante pericolanti alla messa in sicurezza delle strade – hanno impegnato decine di squadre, a riprova della capillarità dell’evento. Non solo Verona, naturalmente: altre aree della regione hanno registrato criticità analoghe, anche se al momento nessun altro centro abitato ha raggiunto la stessa intensità di danni del capoluogo scaligero.
La macchina dei soccorsi e il nodo degli enti gestori
La dichiarazione dello stato di emergenza regionale, firmata da Stefani, non rappresenta un semplice atto formale. Consente infatti di attivare procedure accelerate per la gestione dei rifiuti speciali derivanti dalle demolizioni, per la rimozione delle strutture pericolanti e per il ripristino della viabilità secondaria. Sul fronte dei risarcimenti, la questione si fa più intricata: chi ha visto danneggiata la propria abitazione da un tetto volato via da un altro stabile dovrà districarsi tra polizze assicurative private ed eventuali responsabilità dei condomini. Per i danni su strada, il consiglio degli esperti – come quello di Cera – resta sempre lo stesso: documentare tutto con foto e video, fare una denuncia tempestiva e rivolgersi all’ente proprietario della strada o dell’area pubblica. La burocrazia, in questi frangenti, diventa un avversario quasi ostico quanto il vento.




