Ilary Blasi cita in giudizio Francesco Totti per il crollo del soffitto nella villa all’Eur

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La lunga e travagliata vicenda giudiziaria tra Ilary Blasi e Francesco Totti si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta legato alla tenuta strutturale degli immobili. La conduttrice, infatti, ha presentato un ricorso al Tribunale Civile di Roma per chiedere all’ex marito di farsi carico delle spese di manutenzione e ristrutturazione necessarie dopo il crollo di una parte del controsoffitto in una stanza della villa di zona Eur, abitazione che le era stata assegnata in sede di separazione insieme ai tre figli della coppia. L’episodio, che non ha causato danni alle persone ma ha provocato disagi e preoccupazioni, viene contestato dalla Blasi come una mancanza nell’obbligo di mantenere in sicurezza il bene, obbligo che graverebbe, secondo le sue argomentazioni, proprio su Totti.

Le ragioni della nuova causa civile

La vertenza, che si va ad aggiungere al già complesso iter del divorzio, non attiene ai rapporti personali ma si colloca nel solco degli adempimenti pratici e economici. Fonti vicine alla questione riferiscono che la showgirl avrebbe preliminarmente sollecitato l’ex calciatore a occuparsi della riparazione, ritenendo che la responsabilità della manutenzione straordinaria dell’immobile fosse a suo carico, come stabilito in precedenza dagli organi giudiziari. Non avendo, a suo dire, ricevuto risposte o visto intraprese iniziative concrete, la scelta di un nuovo atto legale è apparsa come l’unica strada percorribile per ottenere un intervento risolutivo, al fine di garantire la piena abitabilità della casa per sé e per i figli.

Lo sfondo del procedimento di separazione

Questa nuova causa civile si inserisce in un contesto giudiziario già fitto di appuntamenti, il cui prossimo rilevante è fissato per il 21 marzo 2026. In quella data, il giudice dovrà pronunciarsi definitivamente sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio, passo necessario per lo scioglimento del vincolo. Una sentenza attesa che, oltre a chiudere formalmente un capitolo della vita dei due, aprirebbe la porta a eventuali nuovi progetti personali, sui quali circolano da tempo voci non confermate. L’episodio del soffitto, pertanto, pur essendo di natura tecnica e patrimoniale, rischia di inasprire ulteriormente un clima già teso, distogliendo l’attenzione dalle questioni principali che il tribunale è chiamato a dirimere.

Le implicazioni pratiche della disputa

Al di là delle dinamiche personali, la questione solleva un punto di diritto in materia di gestione dei beni immobili in regime di separazione giudiziale. La titolarità dell’onere per le riparazioni straordinarie, specie quando legate a eventi improvvisi e potenzialmente pericolosi come un cedimento, diventa elemento cruciale per la tutela della sicurezza degli occupanti. La scelta della Blasi di rivolgersi nuovamente al giudice dimostra, al di là di ogni considerazione, la volontà di far valere ciò che ritiene un proprio diritto in sede istituzionale, demandando a un terzo imparziale la risoluzione di una contesa che sembra non trovare composizione in via extragiudiziale. Resta da vedere come si evolverà la faccenda, in attesa che gli atti peritali possano accertare le cause del cedimento e le relative responsabilità.

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