Dybala forfait col Cagliari, la Roma prova a rialzarsi con il tridente offensivo
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Redazione Sport
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La marcia della Roma verso la Champions League, bruscamente interrotta dalla sconfitta esterna contro l'Udinese, riprenderà domani all'Olimpico senza uno dei suoi astri più luminosi. Paulo Dybala, infatti, non sarà a disposizione del tecnico Gian Piero Gasperini per la delicata sfida contro un Cagliari in ottima forma, una decisione dettata dalla necessaria prudenza dopo che il fastidio al ginocchio, problema che perdura da alcune settimane, non gli ha permesso di allenarsi regolarmente con il gruppo. La Joya, che aveva già saltato la precedente gara di campionato, ha seguito in questi giorni un programma di lavoro personalizzato, ma le condizioni atletiche non sono ritenute sufficienti per garantire la sua presenza, neppure dalla panchina, in un match che la squadra capitolina vive come un obbligatorio punto di svolta dopo la batosta subita.
L'emergenza offensive costringe Gasperini a nuove soluzioni
L'assenza del fantasista argentino, peraltro, non è l'unico vuoto che il mister deve colmare nel reparto avanzato, visto che a lui si aggiungono altri giocatori non disponibili per infortunio. Una situazione, questa, che stringe la Roma in una morsa e che costringe la guida tecnica a ripiegare su soluzioni alternative, sperimentando un tridente d'attacco composto da Soulé, Zaragoza e Malen. Si tratta di una scelta obbligata, dettata più dalla necessità che da una reale volontà di rotazione, con l'obbiettivo di trovare comunque una combinazione in grado di insidiare una difesa sarda che si è mostrata solida e organizzata. La speranza, com'è ovvio, è che qualcuno di loro possa brillare e prendersi la responsabilità di sostituire la classe e l'inventiva di Dybala, le cui geniali intuizioni sono spesso decisive per sbloccare partite complicate.
La prudenza prima di tutto: il ragionamento dietro la decisione
La scelta di non forzare i tempi di recupero del campione argentino, sebbene privi la squadra di un elemento di assoluto valore, appare come l'unica percorribile in un calendario fitto di impegni. Il rischio di un aggravamento del problema al ginocchio, considerando la sua storia medica, è un lusso che la Roma non può permettersi, soprattutto con lo sguardo già rivolto agli appuntamenti futuri che attendono la squadra. La dirigenza e lo staff medico, dopo aver valutato attentamente ogni aspetto, hanno preferito quindi puntare su un recupero completo, sacrificando una presenza in una partita per averlo a disposizione, si spera, per l'intera fase cruciale della stagione. Un calcolo ragionato, insomma, che mette al primo posto la salute del giocatore e il suo contributo a lungo termine, piuttosto che un impiego forzato e potenzialmente controproducente.
Il posticipo di lunedì come banco di prova per la reazione giallorossa
L'incontro di lunedì sera, dunque, si trasforma in un significativo banco di prova non solo per le alternative offensive, ma per l'intero gruppo chiamato a reagire dopo una prestazione deludente. L'Olimpico, che in queste situazioni sa essere un vero e proprio fattore campo, si aspetta una risposta di orgoglio da parte di una squadra che non può permettersi altri passi falsi nella corsa europea. Davanti a un Cagliari che ha costruito la sua positiva stagione sulla disciplina tattica e su una pericolosa velocità in contropiede, i giallorossi dovranno dimostrare di aver metabolizzato la sconfitta e di saper trovare, anche senza il loro talento più puro, la strada per imporre il proprio gioco e concretizzare il dominio territoriale in gol. La partita, in questo senso, sarà un esame di maturità per un progetto che deve mostrare di possedere spessore e carattere anche quando privato dei suoi elementi di spicco.




