Ligorna convoca Rosa nonostante l’indagine per stupro, il Livorno esclude Mawete: le due facce del calcio di fronte alla giustizia
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Redazione Interno
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Mentre il campionato di Serie D si prepara a vivere un’altra intensa giornata di calcio, il tesserato della Ligorna 1922, Alessio Rosa, risulta regolarmente in lista per la trasferta di domani allo stadio Marola, dove la formazione genovese affronterà il Chisola alle 15. La società, che milita nel torneo di quarta serie, ha dunque confermato la fiducia nel calciatore nonostante la sua posizione sia tra le più gravi nel contesto dell’inchiesta della procura di Asti: Rosa, infatti, non è soltanto indagato per violenza sessuale di gruppo, ma deve rispondere anche dell’accusa di revenge porn legata alla diffusione delle immagini dell’incontro nella chat privata della squadra. Attraverso una nota ufficiale, il club genovese ha ribadito la propria estraneità ai fatti — avvenuti prima del suo tesseramento — dichiarando di voler rispettare il principio della presunzione di innocenza, pur condannando fermamente ogni forma di violenza.
Una linea diametralmente opposta, invece, è stata adottata dal Livorno, dove milita un altro degli indagati, Christ Jesus Mawete. Intervenendo nel corso di una conferenza stampa, il presidente del club amaranto Joel Esciua ha annunciato che il giocatore non sarà convocato per la delicata partita in trasferta contro l’Arezzo. Una decisione, questa, che la dirigenza definisce “tecnica” e, per certi versi, “scontata”, motivata dalla convinzione che il giovane calciatore — al momento — non versi nelle condizioni psicologiche adatte per scendere in campo in una sfida dal peso specifico così rilevante per la classifica. Esciua, pur astenendosi dal formulare giudizi sulla vicenda giudiziaria di cui non si conoscono ancora i contorni definitivi, ha espresso forte rammarico per quella che ha definito una “mancanza di trasparenza”: né il club né l’agente del ragazzo, ha spiegato, erano stati informati dell’esistenza dell’inchiesta fino a pochi giorni fa.
La notte della festa per la promozione e il racconto choc della vittima
I fatti contestati ai tre ex calciatori del Bra — il terzo indagato è Fausto Perseu, ora in forza al Giulianova — risalgono alla tarda serata del 30 maggio scorso, al termine dei festeggiamenti per la storica promozione della squadra piemontese in Serie C. Secondo la ricostruzione della procura, coordinata dal pm Davide Greco, la giovane vittima, una studentessa universitaria torinese di vent’anni, avrebbe incontrato i calciatori in un locale, accettando poi l’invito di uno di loro a recarsi nell’appartamento che condivideva con alcuni compagni. La ragazza ha raccontato agli inquirenti di aver subito atti sessuali plurimi, anche non protetti, mentre si trovava in uno stato di inferiorità fisica e psichica, aggravato dall’assunzione di alcol. In un’intervista rilasciata alla stampa locale, la giovane ha descritto l’orrore di quei momenti, ricordando di aver pensato di fingersi morta per far cessare la violenza.
L’aspetto forse più raccapricciante della vicenda, tuttavia, emerge dalla seconda accusa che pesa su Alessio Rosa: la diffusione illecita di video e foto a contenuto sessuale. Stando agli atti dell’inchiesta, il materiale girato quella notte sarebbe stato condiviso nella chat di squadra denominata “We are champs”, trasformando la violenza subita dalla ragazza in un orribile trofeo mediatico per i membri del gruppo. Le conseguenze psicologiche sulla vittima sono state devastanti, tanto che, nel corso delle indagini, la studentessa ha tentato più volte il suicidio ed è attualmente seguita da specialisti e in cura.
Le difese chiedono il rito abbreviato e la società Bra prende le distanze
Di fronte al quadro accusatorio delineato dalla procura di Asti, i legali dei tre calciatori hanno formalizzato la richiesta di giudizio abbreviato, che comporterebbe lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Le difese, pur riconoscendo la gravità della situazione, respingono ogni addebito, sostenendo l’esistenza di significative incongruenze nella versione fornita dalla parte offesa e dichiarando la “assoluta mancanza di responsabilità penale” dei propri assistiti. Il prossimo passo del procedimento, che si preannuncia particolarmente complesso, vedrà il giudice decidere sull’ammissibilità del rito richiesto, con l’udienza fissata per il prossimo 28 maggio quando i tre indagati potrebbero essere interrogati.
Dal canto suo, la società Bra, quella per cui i tre giocavano al momento dei fatti, ha cercato di prendere le distanze dalla vicenda con una precisazione che suona quasi come una necessaria difesa della propria immagine: il club, presieduto da Giacomo Germanetti, ha fatto sapere ufficialmente di non aver organizzato alcun evento, festa o aperitivo per celebrare la promozione in C nella serata del 30 maggio. Un dettaglio, questo, che potrebbe assumere rilevanza nel processo per circoscrivere la responsabilità morale dell’ambiente calcistico, ma che non sposta di una virgola la sostanza delle pesantissime accuse che i tre ex giocatori si trovano ad affrontare dinanzi alla giustizia ordinaria.




