Tra Spid a pagamento e Cie: il costo dell'identità digitale e le opzioni per risparmiare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La decisione di Poste Italiane di introdurre un canone annuale di sei euro per il proprio servizio PosteID, a partire dal secondo anno di attivazione, ha riacceso il dibattito sulla sostenibilità e sulle alternative gratuite dell'identità digitale. Mentre il primo anno resta senza costo e sono previste esenzioni per determinate fasce di utenti, come i maggiorenni over 75 o i residenti all'estero, la misura impone a milioni di cittadini una scelta: sottoscrivere il modesto tributo oppure valutare soluzioni concorrenti che non prevedono alcun esborso. La novità, in vigore dall'inizio di quest'anno, segna una svolta per un servizio che, essendo stato sin dalle origini gratuito, aveva contribuito in maniera decisiva alla diffusione del sistema pubblico di identità digitale, spingendo molti a considerare lo Spid quasi come un monopolio naturale.

Le esenzioni e il meccanismo del nuovo canone

Il nuovo regime tariffario, come specificato da Poste Italiane, non si applica in maniera uniforme. Oltre ai minorenni e ai titolari di un'identità digitale a uso professionale, che continueranno a beneficiare della gratuità, restano esenti dal pagamento i cittadini che hanno compiuto almeno settantacinque anni e coloro che risiedono stabilmente fuori dai confini nazionali. Per tutti gli altri, il meccanismo è lineare: dopo dodici mesi di utilizzo gratuito, scatterà l'obbligo del canone, il cui mancato versamento porterà inevitabilmente alla sospensione del servizio. Tale dinamica, sebbene il costo sia contenuto, solleva interrogativi pratici sulla gestione delle scadenze e sul rischio di disservizi involontari per chi non provvede in tempo al rinnovo.

La Carta d'Identità Elettronica come alternativa consolidata

Tra le opzioni che consentono di aggirare il nuovo costo, senza rinunciare all'accesso alla pubblica amministrazione digitale, spicca la Carta d'Identità Elettronica. Questo documento, ormai ampiamente diffuso e spesso già presente nei portafogli fisici o negli smartphone degli italiani, rappresenta una soluzione già integrata e parimenti efficace. La Cie, infatti, garantisce l'accesso agli stessi servizi online per i quali si utilizzerebbe lo Spid, dall'Inps al portale dell'Agenzia delle Entrate, senza alcun onere aggiuntivo per il cittadino se non quello, una tantum, sostenuto per il suo rilascio. La sua adozione, pertanto, si configura non solo come una valida alternativa economica, ma anche come una razionalizzazione delle credenziali in possesso dell'utente.

Il panorama degli altri gestori e la libertà di scelta

È bene ricordare, inoltre, che Poste Italiane è soltanto uno dei molti identity provider accreditati dal governo. Esistono numerosi altri gestori, sia pubblici che privati, che continuano a offrire il servizio Spid senza alcun tipo di canone annuale. La possibilità di migrare la propria identità digitale da un fornitore all'altro, oppure di attivare ex novo una credenziale con un soggetto diverso da Poste, rimane quindi un diritto esercitabile da chiunque voglia evitare il nuovo esborso. La scelta, in definitiva, è ampia e dipende dalle preferenze individuali, dalla familiarità con le diverse piattaforme e, non da ultimo, dalla volontà di mantenere la gratuità di un servizio considerato essenziale.

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