Mattarella ad Amatrice: «La scuola è aperta a tutti, stabilisce legami e non ghetti»
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Redazione Interno
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A dieci anni esatti dal terremoto che il 24 agosto 2016 devastò il Centro Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto Amatrice per inaugurare l'anno scolastico 2026/2027. La cerimonia si è svolta lunedì 21 settembre presso l'Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, costruito nella frazione di San Cipriano dopo che il sisma aveva distrutto lo storico plesso Romolo Capranica.
Prima dell'inizio della cerimonia, il capo dello Stato ha deposto una corona d'alloro in memoria delle vittime, alla presenza del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi.
La scuola come leva di integrazione
Nel suo intervento, Mattarella ha affrontato il tema dell'integrazione con parole nette: «La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti, è aperta a tutti: così dispone l'art. 34 della Costituzione». Il passaggio è stato accolto da un forte applauso.
Il presidente ha poi ampliato il concetto, spiegando che la scuola «deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità».
Cultura e memoria: il valore di ciò che si impara
Rispondendo alle domande degli studenti in un'intervista moderata dal divulgatore Alberto Angela, il capo dello Stato ha ricordato il valore formativo dello studio: «C'è una cosa che non si fa più da tempo a scuola: imparare a memoria le composizioni poetiche. Era una cosa che io mi chiedevo: ma perché devo fare questo sforzo? Ma a distanza di decenni me le ripeto e mi fa piacere. Tutto quello che si acquisisce è libertà, la cultura rende liberi».
Ha poi citato lo scrittore Milan Kundera: «C'è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio». Nel corso del dialogo, Mattarella ha rivelato che a scuola la materia che preferiva era la storia e che aveva una brutta grafia.
L'intelligenza artificiale non sostituirà il docente
Un passaggio significativo ha riguardato il ruolo della tecnologia nell'insegnamento. «Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante, per quanto sia una macchina intelligente», ha affermato il presidente. Per chiarire il concetto, ha portato l'esempio di un ragazzo che alza la mano durante una lezione: «L'insegnante capisce se lo sta facendo per perdere tempo o per capire meglio un concetto; o se sta interrogando, capisce se il ragazzo non è preparato o sta cercando di esprimere meglio un concetto.
La macchina difficilmente potrebbe farlo». Ai giovani presenti ha rivolto un invito esplicito: «Guardate il futuro con fiducia. Alla nostra età non c'era Internet, la tv era in bianco e nero. Dovete avere fiducia nel futuro, mai guardare al passato. Auguri».
Un istituto simbolo della ricostruzione
L'Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne” ospita oltre duecento studenti, dai tre ai diciannove anni, distribuiti tra scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado e liceo scientifico con indirizzo sportivo internazionale. La struttura è situata nella frazione di San Cipriano dal 2018, quando l'istituto si è trasferito nella nuova sede ricostruita dopo il sisma. Prima della cerimonia, Mattarella ha incontrato anche alcuni dei soccorritori intervenuti dopo il terremoto.
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