L’effetto Luigi Pomata e il derby dell’arredamento: a Elmas si taglia il nastro del nuovo Ikea

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un profumo di polpette svedesi e di pane carasau che aleggia sull’area dell’ex acciaieria Fass, a due passi dall’aeroporto di Cagliari, dove questa mattina è stata ufficialmente aperta al pubblico la nuova struttura di Ikea, il primo grande store della regione. Più di quindicimila metri quadrati di superficie, distribuiti su due piani, un’area food che si estende per novecentocinquanta metri quadrati e novemilaseicento prodotti esposti nel market hall: questi i numeri di un'operazione commerciale che, come ampiamente previsto, ha scatenato un entusiasmo tale da rendere necessario l’intervento dei vigilantes per gestire la coda dei primissimi clienti, una delle quali, raccontano le cronoche locali, attendeva già dalle nove dietro le transenne.

Ad alimentare la febbre da primo giorno, più ancora dei quindicimila metri quadrati di showroom e delle promozioni sui guardaroba Pax, è stata però la presenza di un volto noto della gastronomia isolana. Per l’inaugurazione, il colosso svedese dell’arredamento ha organizzato un calendario di eventi che, dal 19 al 22 marzo, vedrà alternarsi attività per bambini, dimostrazioni di interior design e, ciliegina sulla torta, uno show cooking tenuto dallo chef Luigi Pomata. La notizia della sua partecipazione, circolata nei giorni scorsi, ha letteralmente polverizzato i posti disponibili per assistere alle performance culinarie, regalando al nuovo polo commerciale un primo, immediato “tutto esaurito” ancor prima del taglio ufficiale del nastro. Un effetto, questo, che conferma il peso di alcune figure nel creare un ponte tra la grande distribuzione internazionale e le tradizioni del territorio, in un mix che la multinazionale svedese ha cercato di interpretare anche attraverso lo studio delle abitudini abitative locali, con un’attenzione specifica agli spazi esterni e alle verande.

La grande apertura di Elmas, che sancisce l’approdo definitivo del marchio in Sardegna a dieci anni dall’apertura del primo pick-up point in viale Marconi, arriva in un clima di inedita competizione cittadina. La statua di Carlo Felice, che svetta al centro di piazza Yenne, è diventata, suo malgrado, l’involontaria testimonial di una vera e propria guerra tra rivenditori. La campagna pubblicitaria lanciata da Ikea nelle scorse settimane giocava proprio sull’equivoco storico del braccio teso del sovrano, che indica la direzione sbagliata, per suggerire ai cagliaritani la via corretta da seguire per raggiungere il nuovo negozio. Una mossa ironica che ha scatenato la pronta reazione di un’insegna locale, Pisano Arredamenti, che ha ribattuto trasformando la statua nel simbolo della risposta “tutta sarda” al colosso scandinavo, innescando un singolare derby dell’arredamento che ha catturato l’attenzione dei cittadini ben prima dell’apertura dei battenti.

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