Mimo 2026, l’autodromo di Monza si accende tra supercar, prototipi e il peso dell’elettrico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Si scaldano i motori – letteralmente, ma non solo – per la quinta edizione del Mimo Milano Monza Motor Show, in programma dal 26 al 28 giugno 2026. L’Autodromo Nazionale di Monza, quel “Tempio della Velocità” che ha scritto pagine leggendarie della Formula 1, tornerà a trasformarsi in un palcoscenico open-air a ingresso gratuito, dove il pubblico potrà avvicinarsi senza barriere a supercar, hypercar, prototipi e persino esemplari unici – le cosiddette one-off – accanto alle più attese novità di mercato svelate direttamente dai brand automobilistici. Nessun biglietto da comprare, nessuna barriera se non quella fisica dei cordoli: una scelta che, almeno sulla carta, democratizza l’emozione della velocità.

Tre giorni di adrenalina (quasi) senza filtro

Dalle sopraelevate storiche al tracciato di F1, le vetture iconiche sfileranno offrendo uno spettacolo visivo che pochi altri eventi在欧洲, e nel mondo, riescono a garantire. L’edizione 2026, però, non si limita alla contemplazione. Il pubblico potrà effettuare test drive, salire a bordo di modelli che di solito si ammirano solo dietro un cordone di velluto rosso, e respirare quell’odore di gomma e benzina – o di silenzio elettrico – che da cinque anni caratterizza la manifestazione. E proprio l’elettrico, va detto, occupa uno spazio immancabile: un’area dedicata alla mobilità a zero emissioni, dove i costruttori mostreranno i loro ultimi prototipi, spesso ancora lontani dalla produzione in serie ma già pronti a dividere l’asfalto con i mostri a combustione interna.

Un format che punta sull’esperienza diretta

Il Milano Monza Motor Show (questo il nome esteso) ha ormai consolidato un format che rifiuta le fiere chiuse e preferisce la luce del giorno, l’odore di erba e asfalto, il rombo – o il sibilo – dei motori che si perde tra le curve del parco reale. Dal 26 al 28 giugno, dunque, l’Autodromo diventerà un hub vivente di appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi. E qui sta la scommessa: mescolare hypercar da milioni di euro (quelle che fanno ancora notizia altrove) con le novità di mercato accessibili a un pubblico più ampio, senza dimenticare i prototipi che anticipano il domani. Un equilibrio delicato, che gli organizzatori provano a reggere da mezza decade.

Tra passione grassa e futuro leggero

Se le supercar continuano ad attirare le folle – e le loro immagini invadono i social nell’arco di pochi minuti – è altrettanto vero che lo spazio dedicato alla mobilità elettrica non è più una semplice vetrina di cortesia. Si parla di test drive anche su quelle, di autonomie e ricariche, di prestazioni che non hanno nulla da invidiare ai vecchi V12 se non, forse, il sound. Ma a Monza, lo sappiamo, il sound è ancora un rito. Tra una sopraelevata e l’altra, tra un prototipo avvolto in camuffamenti indecifrabili e una one-off che nessuno aveva mai visto, il visitatore si troverà a fare i conti con un’automobile che cambia sotto i suoi occhi. Senza soluzioni di continuità, e senza biglietto alla mano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.