Juve, il futuro è un rebus: Tudor potrebbe restare, ma la dirigenza trema

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il calciomercato estivo inizia a prendere forma, la Juventus si trova immersa in un groviglio di incertezze che riguardano non solo la panchina, ma anche gli equilibri dirigenziali. Igor Tudor, arrivato a stagione in corso per sostituire Massimiliano Allegri, potrebbe non essere un semplice passeggero: la permanenza, seppur non scontata, è oggi più plausibile di quanto si potesse immaginare poche settimane fa. Le ragioni sono molteplici, a cominciare dall’assenza di alternative immediate e dal fatto che Antonio Conte, dopo lunghe trattative, sembra ormai destinato a confermare la sua fiducia al Napoli. Una scelta che, inevitabilmente, ha lasciato delusi molti tifosi juventini, i quali vedevano nel tecnico salentino l’uomo ideale per una rinascita.

Ma il nodo da sciogliere non è solo quello tecnico. Cristiano Giuntoli, direttore sportivo chiamato a guidare la ricostruzione post-Capitale, potrebbe essere il prossimo a lasciare Torino. Sebbene il suo lavoro abbia gettato le basi per un rilancio, i risultati mancati e le tensioni interne rischiano di accelerare un addio che, fino a poco fa, sembrava impensabile. La dirigenza, divisa tra chi punta alla continuità e chi chiede un cambio radicale, dovrà prendere una decisione in fretta, soprattutto per evitare che l’instabilità si ripercuota sul mercato.

Milan, i nodi Maignan e Hernández: rinnovi in bilico sul fronte rossonero, invece, le priorità sono altre. Mike Maignan e Theo Hernández, pilastri indiscussi degli ultimi anni, hanno entrambi contratti in scadenza nel 2025, e le trattative per il rinnovo non sembrano procedere senza intoppi. Il portiere francese, considerato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, ha attirato l’interesse di alcuni colossi europei, mentre il terzino – pur legato al club – potrebbe essere tentato da un’avventura all’estero se le condizioni economiche non saranno all’altezza delle aspettative. Il rischio, per il Milan, è quello di ritrovarsi costretto a cedere uno dei due per non perderli a parametro zero.

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