Inchiesta sul calcio italiano: abusi di dati e accuse a Gabriele Gravina
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Redazione Interno
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L'inchiesta sulla corruzione nel calcio italiano ha preso una piega inaspettata. Gabriele Gravina, numero uno della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), è al centro di accuse gravi. I verbali di Gravina, Claudio Lotito, presidente della Lazio, e del direttore generale della Lazio, Fabiani, sono stati girati alla Procura di Roma.
Abusi di dati
La procura di Perugia ha indagato su 800 accessi abusivi ai database delle forze di polizia. Questi accessi riguardavano 300 nomi di imprenditori e politici di alto profilo. Per giustificare le interrogazioni alla banca dati 'Siva', 'Sdi' e 'Etna', i 14 pubblici ufficiali indagati aprivano un procedimento 'specchio' classificato come 'Richiesta apertura Dossier pre- investigativo'.
Indagini pilotate
La Procura di Perugia sta indagando se esiste un "sistema Striano-Laudati", dal nome dei due principali indagati. L'inchiesta verificherà quanti e quali "impulsi d’indagine" partiti dalla Direzione nazionale antimafia verso le Procure distrettuali siano stati alimentati da fonti diverse da quelle indicate, e perciò "abusive". Al momento, nei capi d’accusa ipotizzati a carico del tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano e del pm della Dna Antonio Laudati ne sono indicati un paio, che sembrano indicare un metodo: nascondere le notizie ottenute da qualche "soffiata" di cui non si poteva rivelare l’origine e costruirne un’altra a tavolino, dandogli apparente legittimità.
L'inchiesta continua e si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.




