Gravina sotto inchiesta: il caso dei diritti tv della Lega Pro
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Redazione Sport
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Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), è finito nel registro degli indagati della Procura di Roma. Le accuse sono pesanti: autoriclaggio e appropriazione indebita. Queste nascono dall'assegnazione del bando dei diritti televisivi della Lega Pro nel 2018, ultimo atto di Gravina come numero uno della terza competizione professionistica italiana prima di candidarsi per la guida della Federcalcio.
Il coinvolgimento di Gravina
Secondo le indagini dei pm romani, in occasione dell'assegnazione dei diritti tv, Gravina avrebbe ottenuto una provvigione per un contratto di consulenza proprio su questi diritti, attraverso una o più opzioni di vendita su una collezione di libri antichi di sua proprietà. Questa operazione sarebbe legata all'acquisto di un immobile a Milano per la figlia della compagna.
Reazioni politiche al caso
Il caso ha scosso la politica italiana. Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha espresso preoccupazione per l'attività di spionaggio e ha criticato la posizione defilata della sinistra, in particolare del Partito Democratico. La Lega, dal canto suo, ha sollecitato una commissione d'inchiesta, sostenendo di essere scomoda per alcuni.
Il mondo del calcio e Gravina
Nel mondo del calcio, le reazioni sono state altrettanto forti. Paolo De Paola, per Sportitalia.com, ha parlato di "veleni attorno al presidente Gravina", sostenendo che probabilmente nascono dallo stesso mondo calcistico ad opera di personaggi veramente squallidi. Nonostante le critiche espresse in passato verso Gravina, De Paola ha ribadito l'importanza del garantismo.




