Bari e Varese, l'intelligenza artificiale entra nello screening per il tumore al seno
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Redazione Salute
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La lotta al carcinoma mammario si avvale sempre più di strumenti tecnologici all'avanguardia, che stanno ridefinendo i protocolli di diagnosi precoce in diverse regioni italiane. L'ASL di Bari, per esempio, è stata selezionata dal Gruppo Italiano Screening Mammografico come polo di riferimento per il Sud Italia nella sperimentazione di BreastNegative, un sistema che, attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, affianca il lavoro dei radiologi nell'analisi delle mammografie. Sviluppata da Health Triage, questa piattaforma integra l'elaborazione automatica delle immagini con il giudizio clinico dello specialista, con l'obiettivo dichiarato di azzerare quasi del tutto i casi di incertezza diagnostica e di automatizzare l'identificazione dei referti negativi, riuscendo a captare persino segnali minimi e potenzialmente sfuggenti all'osservazione umana.
Un investimento concreto nel nord Italia
Parallelamente, nel settentrione, l'Asst Sette Laghi ha implementato una soluzione analoga, potenziando la propria attività di screening grazie a una donazione di 67.000 euro elargita dall'associazione Varese per l'Oncologia. L'azienda ospedaliera si è così dotata del sistema Lunit INSIGHT MMG, installato nei presidi di Varese, Angera, Luino e Tradate, dove annualmente vengono eseguite più di ventiduemila mammografie. Anche in questo caso, l'intelligenza artificiale fornisce un supporto attivo ai radiologi durante la fase di lettura degli esami, contribuendo a rendere più celere e al contempo più accurato l'intero processo diagnostico, il che si traduce in una possibilità concreta di individuare la malattia in stadi sempre più precoci.
L'innovazione nasce anche dai banchi di scuola
La spinta propulsiva verso l'integrazione di queste tecnologie non proviene esclusivamente dal mondo medico-sanitario o dalla ricerca industriale, ma talvolta germoglia in contesti inaspettati, come quello scolastico. Ne è una prova tangibile il progetto "MAV d-IA-gnosis", ideato da tre studentesse dell'Istituto Tecnico Giuseppe Omar di Novara e presentato in un importante evento dedicato all'innovazione. Le giovani hanno sviluppato un modello di intelligenza artificiale basato su reti neurali, specificamente concepito per l'analisi di immagini mammografiche e istologiche finalizzata al riconoscimento del carcinoma mammario, dimostrando come la sensibilità verso questo tema e le competenze digitali possano coniugarsi per dare vita a strumenti promettenti.
Una nuova era per la radiologia diagnostica
Queste iniziative, seppur geograficamente distanti e di natura differente, segnano collettivamente un punto di svolta nell'approccio alla prevenzione del tumore al seno, delineando un panorama in cui l'analisi dei dati e la potenza di calcolo diventano alleati fondamentali della competenza umana. L'affiancamento dei radiologi da parte di questi software non va interpretato come una sostituzione, bensì come un potenziamento delle loro capacità, offrendo loro una seconda lettura, incessante e meticolosa, che può rivelare particolari impercettibili. Si tratta di un'evoluzione che promette di ottimizzare i tempi di risposta, di ridurre il carico di lavoro e, soprattutto, di affinare la precisione delle diagnosi, con ricadute potenzialmente decisive sulla salute di un numero sempre maggiore di persone.




