Bertolucci: “Quando Sinner ha preso tutto in mano, Zverev non ha avuto più chance”
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Redazione Sport
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La vittoria di Jannik Sinner in finale a Wimbledon, la seconda consecutiva, è stata commentata in diretta su Sky da Paolo Bertolucci che, insieme ad Adriano Panatta, nel podcast “La Telefonata” ha analizzato l'andamento dell'incontro con il consueto spirito critico e profondità tecnica.
L'impresa dell'altoatesino, capace di rimontare dopo aver ceduto il primo set, ha offerto lo spunto per una riflessione a più voci sulla prestazione del numero uno del mondo e sulla resistenza opposta da Alexander Zverev, apparso in una forma smagliante almeno per i primi due parziali.
Un primo set da urlo e il cambio di passo decisivo
Il match, vinto con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4, è stato certamente più complicato del previsto per Sinner, come ha avuto modo di sottolineare lo stesso Bertolucci. “Zverev non l’avevo mai visto giocare così per due ore, men che meno sull’erba, perché credo non avesse mai fatto neanche un quarto di finale a Wimbledon”. Il tedesco ha letteralmente messo alle corde il campione italiano nel primo set e per gran parte del secondo, giocando con una qualità e una determinazione che hanno sorpreso persino i cronisti più esperti.
Tuttavia, come spesso accade nei grandi match, il momento chiave si è consumato nel tie-break del secondo parziale. Bertolucci ha descritto con precisione il passaggio di consegne: “Sinner ha trovato il tema nel tie-break del secondo set, che lo ha giocato in una maniera da fantascienza. Quando ha cominciato a leggere meglio la situazione e ha preso in mano il tutto, Zverev a quel punto non aveva più chance”.
Il decimo fenomeno a difendere il titolo e i numeri da record
Il successo ha permesso a Sinner di entrare nella leggenda del torneo londinese, come ricordato dal giornalista Franco Bragagna nel suo editoriale: “E' diventato il decimo giocatore della storia a riuscire a difendere il titolo vinto l'anno precedente. Vincere due volte e di fila a Wimbledon dice esattamente tutto”. Un'impresa che lo colloca al fianco dei più grandi campioni dell'era Open, consolidando ulteriormente il suo status di fuoriclasse assoluto.
Non è mancato, nell'analisi di Bragagna, un accenno alla speranza di rivedere presto in campo Carlos Alcaraz, il rivale numero 1 di Sinner, per assistere a quelle finali che offrono spettacolo non solo di potenza ma anche di variegata fantasia tennistica.
I guadagni e il patrimonio vicino ai 100 milioni
L'ennesimo trionfo in uno Slam ha un impatto significativo anche sul fronte economico. Il patrimonio di Jannik Sinner, grazie ai successi del 2026 e ai ricchi contratti con gli sponsor, si sta avvicinando vertiginosamente alla cifra record di 100 milioni di dollari. La stagione dell'azzurro, iniziata con la delusione agli Australian Open, ha preso una sterzata incredibile a partire dal post-Doha: oltre al bis a Wimbledon, ha conquistato cinque Masters 1000 (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma).
Un cammino straordinario che sta arricchendo il palmarès del tennista altoatesino, il quale ha già incassato un assegno da oltre 4,2 milioni di euro per la vittoria sull'erba londinese.
Il “terzo incomodo” che ha messo paura
La finale ha dimostrato che, nonostante i dieci precedenti consecutivi a favore di Sinner, Alexander Zverev è ormai stabilmente il “terzo incomodo” del duopolio con Alcaraz. Il tedesco, che da lunedì sarà il nuovo numero 2 del mondo, ha dato l'impressione di poter compiere l'impresa, soprattutto nei primi due set in cui ha messo in difficoltà il numero uno al mondo con un tennis offensivo e cinico.
La sconfitta non cancella la grandissima prova offerta, che ha acceso i riflettori sulla crescita esponenziale del giocatore tedesco sull'erba, una superficie su cui in passato aveva raccolto ben poco. Come ha sottolineato Bertolucci, le due ore iniziali di gioco hanno rappresentato probabilmente il miglior Zverev mai visto.




