Cupra Tavascan 2026, la suv elettrica abbassa il prezzo senza rinunciare alla tecnologia
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un filo rosso, sottile ma ben visibile, che lega l’elettrificazione contemporanea alla necessità – sempre più pressante – di rendere accessibile ciò che fino a ieri sembrava un lusso per pochi. La Cupra Tavascan, quel suv-coupé spagnolo dal carattere volutamente sopra le righe, lo ha capito prima di molti altri. E così, a quasi due anni dal suo debutto commerciale, il marchio che un tempo era solo un’idea ribelle nell’orbita Seat presenta un Model Year 2026 che non si concede facili entusiasmi estetici, anzi: lascia quasi intatta la carrozzeria – a eccezione di una nuova tinta denominata Dark Void – e concentra l’intera offensiva su due fronti ben precisi, l’abitacolo e la motorizzazione.
La vera notizia, quella che farà discutere chi segue il mercato delle quattro ruote a zero emissioni, è l’arrivo di una versione d’attacco da 140 kW, equivalenti a 190 cavalli. Una cifra, quest’ultima, che potrebbe sembrare modesta se paragonata alle sorelle maggiori, ma che racchiude una strategia chiara: abbassare la soglia d’ingresso per allargare la platea di potenziali acquirenti senza snaturare il carattere del modello. Finora, lo ricordiamo, la gamma Tavascan si componeva della Endurance (286 cavalli, trazione posteriore) e della VZ (340 cavalli, integrale), entrambe equipaggiate con una batteria da 77 kWh. Oggi, invece, si aggiunge un terzo gradino: batteria da 58 kWh, trazione sempre al posteriore e un prezzo che – pur non essendo stato ancora comunicato ufficialmente per tutte le varianti – promette di scendere sensibilmente sotto la soglia dei 52.800 euro richiesti finora per l’allestimento base.
Interni rivisti e guida one-pedal, l’ergonomia diventa priorità
Ma non sarebbe corretto parlare solo di numeri e potenze, perché Cupra ha scelto di intervenire anche dove il guidatore passa la maggior parte del tempo: nell’abitacolo. Le modifiche, a guardarle da lontano, potrebbero apparire marginali; in realtà toccano nodi caldi come l’infotainment, reso più fluido e reattivo, e l’introduzione della guida one-pedal. Una funzione, quest’ultima, che molti estimatori dell’elettrico considerano ormai irrinunciabile: permette di accelerare e decelerare usando solo l’acceleratore, con un recupero di energia tale da ridurre l’uso del pedale del freno in gran parte delle situazioni cittadine. Un dettaglio, se si vuole, ma capace di cambiare la percezione quotidiana del mezzo.
Nessun restyling esterno, la personalità si riconosce al primo sguardo
Chi cercava paraurti ridisegnati o gruppi ottici inediti resterà deluso, ma è probabile che questa non fosse nemmeno l’intenzione degli ingegneri spagnoli. La Tavascan, fin dal suo lancio, ha puntato su un linguaggio visivo volutamente divisivo – linee aggressive, passaruota muscolosi e un posteriore che sembra tagliato con l’accetta – e modificarlo avrebbe rischiato di confondere l’identità del modello. Meglio quindi concentrare le risorse su ciò che conta davvero: la nuova colorazione Dark Void (una sorta di grigio scuro, quasi nero, che gioca con le ombre della carrozzeria) fa da contraltare a una meccanica resa più accessibile. Una scelta, questa, che ricorda da vicino quanto già visto su altri modelli del gruppo Volkswagen, dove l’elettrico cerca di conquistare fette di mercato finora dominate dai motori termici.
Tre livelli di potenza per una gamma finalmente completa
Con l’ingresso della versione da 190 cavalli, la famiglia Tavascan può contare ora su tre step di potenza ben distinti. Alla base, appunto, la nuova entry level con batteria da 58 kWh; al centro la Endurance da 286 cavalli, ideale per chi cerca un buon compromesso tra autonomia e sprint; al vertice la VZ da 340 cavalli con doppio motore e trazione integrale, pensata per chi non vuole rinunciare a prestazioni da sportiva. Nessuna delle tre, va detto, stravolge l’impostazione generale del veicolo: tutte mantengono quel baricentro basso tipico delle piattaforme dedicate all’elettrico, e tutte beneficiano di un’erogazione della coppia immediata. Ma è la nuova arrivata, con i suoi 190 cavalli, a rappresentare il vero jolly. Perché non tutti hanno bisogno di accelerazioni da supercar, mentre molti – moltissimi – chiedono un prezzo d’ingresso più umano. E Cupra, con questa mossa, sembra averlo capito prima di altri marchi generalisti.
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