Milan, Leao in uscita: Amorim dà l'ok, il prezzo scende a 40 milioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La posizione di Rafael Leao al Milan non è mai sembrata così in bilico: il nuovo corso tracciato da Ruben Amorim, coerentemente con le indicazioni arrivate da Gerry Cardinale, passa per una rivoluzione graduale ma netta, e il numero 10 portoghese, pur non essendo stato ufficialmente inserito nella lista degli "epurati", è finito nell'occhio del ciclone.

Il tecnico ex Manchester United, al termine di un periodo di osservazione, non lo ritiene funzionale al proprio progetto tattico e – secondo quanto riportato da fonti vicine alla società – avrebbe dato il suo assenso alla cessione già in questa finestra di mercato estiva. Una posizione che ha aperto la strada a un abbassamento drastico della valutazione del cartellino: dai circa 60 milioni di euro richiesti inizialmente, il club di via Aldo Rossi è ora disposto a trattare per una cifra che si aggira tra i 40 e i 45 milioni, bonus compresi.

Le parole di Amorim e il caso Leao

Il nodo della questione, come spesso accade, affonda le radici nella valutazione tecnica e umana del calciatore. Amorim, che avrebbe avuto un confronto decisivo con la proprietà rossonera in questi giorni, avrebbe espresso un parere critico sull'atteggiamento di Leao, considerato una presenza non sempre serena per lo spogliatoio oltre che tatticamente incompatibile con il suo credo di gioco. Non si tratta di un'inimicizia, ma di una scelta ponderata.

Il tecnico portoghese, si legge dalle ricostruzioni di Sky Sport, non si opporrebbe alla permanenza di Rafa in caso di mancata cessione, arrivando a ritagliargli un ruolo nel suo sistema, ma l'idea principale è quella di separarsi per reinvestire le risorse altrove. Un atteggiamento che conferma la volontà di imprimere una svolta alla squadra, proseguendo con il repulisti già iniziato con l'esclusione di calciatori come Tomori, Fofana, Nkunku e Odogu.

La strategia del Milan e il pressing del Galatasaray

Il Milan, consapevole delle difficoltà nel piazzare un cartellino così importante in un mercato che non sta offrendo grandi opportunità, ha deciso di forzare la mano. L'abbassamento del prezzo, a una cifra vicina ai 40 milioni, è una mossa che mira a sbloccare un affare diventato ormai prioritario. La dirigenza, con Hendrik Almstadt in prima linea, avrebbe già incontrato l'entourage del giocatore per ribadire la volontà di facilitarne l'uscita.

Sul fronte delle pretendenti, a tenere alta la tensione è principalmente il Galatasaray, club che ha già manifestato un interesse concreto nei mesi scorsi. Secondo le ultime indiscrezioni, il club turco, dopo aver fallito il tentativo per Gabriel Martinelli dell'Arsenal, avrebbe rinnovato i contatti con il Milan per tornare alla carica.

I turchi, forti della disponibilità a offrire un ingaggio da top player, potrebbero rappresentare la destinazione più probabile, anche se Leao, dal canto suo, non avrebbe ancora chiuso la porta a un eventuale rilancio dalla Premier League.

I numeri dell'operazione e le tempistiche

L'operazione si basa ora su un valore di mercato che è crollato verticalmente rispetto alla clausola da 175 milioni di euro, cifra che in passato sembrava tutelare il club. Il Milan, come riportato da Goal.com e Milan News, sarebbe disposto ad accettare offerte non superiori ai 45 milioni, una cifra che potrebbe rientrare agevolmente nei parametri del Galatasaray, già pronto a offrire circa 40-45 milioni.

Con un contratto in scadenza nel 2028 e la volontà del giocatore di cambiare aria, già espressa a inizio estate, i presupposti per un affare ci sono tutti. Le prossime ore saranno decisive per capire se la strategia del Milan darà i frutti sperati, mentre Leao, fermato da un affaticamento muscolare, non è stato convocato per l'amichevole contro il Manchester United, un segnale che aggiunge ulteriore inquietudine al suo futuro in rossonero.

I retroscena dello spogliatoio

Sullo sfondo, permane il tema del carattere e dell'impatto di Leao sul gruppo. Le voci di un suo peso negativo nello spogliatoio, mai ufficialmente confermate ma alimentate dalle scelte di Amorim, hanno finito per condizionare l'ambiente. Lo stesso giocatore, in passato, aveva smentito categoricamente tali ricostruzioni, ma è chiaro che la mancata intesa con il nuovo allenatore abbia accelerato il processo che porta alla sua separazione dal club.

Amorim, nel suo lavoro di sfoltimento, ha mostrato di non avere timori reverenziali, scegliendo di puntare su un progetto di gioco che prescinde dalle stelle e che richiede dedizione totale al sistema tattico. Una scelta che rappresenta, a tutti gli effetti, il primo grande atto del nuovo corso milanista.

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