Il Catanzaro travolge l’Avellino e si prepara alla semifinale col Palermo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tabellino del Ceravolo, al termine di una serata che per larghi tratti era sembrata in bilico, racconta un 3-0 netto ma forse severo per l’Avellino. La squadra di Aquilani — lo stesso tecnico che nel post partita ha parlato apertamente di «dovere di sognare» — ha costruito la vittoria più nella sostanza che nella sostanza del gioco espresso, almeno fino all’intervallo. Perché nel primo tempo, va detto, gli ospiti avevano tenuto testa ai padroni di casa, con entrambe le formazioni intente a cercare l’affondo senza però riuscire a pungere. Poi, nella ripresa, il meccanismo si è rotto: il Catanzaro ha alzato il baricentro, ha tenuto il possesso per fasi sempre più lunghe e, complice una gestione nervosa degli irpini, ha infilato tre reti che valgono la semifinale playoff di Serie B.

La svolta nei minuti finali e il ritorno di Iemmello

A spezzare l’equilibrio, resistito fino all’80’ nonostante qualche brivido dalle parti di chi difendeva il miglior piazzamento in classifica, è stato un episodio da calcio piazzato mal gestito dagli avversari. Pontisso, lasciato inspiegabilmente solo sul secondo palo, ha infilato Russo con un colpo secco che ha aperto una crepa difficile da richiudere. Da lì, la manovra dell’Avellino — già provata dalle assenze pesanti e da una condizione fisica altalenante — si è frantumata. Cassandro, subentrato da poco, ha raddoppiato sfruttando una respinta corta della difesa, e capitan Iemmello, tornato al gol dopo l’infortunio, ha messo il sigillo sul tris. Le pagelle locali hanno raccontato di un Russo in grande difficoltà (5 il voto riportato) e di un Palmiero molle sulla copertura, mentre per i calabresi Iannarilli ha ricevuto un 6 con la motivazione: «poche responsabilità sui gol incassati».

Aquilani: «Squadra straordinaria» senza snaturarsi

L’allenatore dei giallorossi, Alberto Aquilani, nel dopo gara ha voluto sottolineare un aspetto che considera centrale: la capacità di restare fedeli alla propria identità offensiva «nonostante fosse una partita secca e delicata dal punto di vista emotivo». Nessuna rinuncia al possesso palla, nessun calcolo spicciolo — nonostante i due risultati su tre a disposizione nei 120 minuti — e invece una gestione matura del ritmo. Frase incidentale: «Sono molto contento perché oggi la squadra non si è snaturata», ha spiegato, usando proprio quelle parole che sono diventate il leitmotiv della notte. Dall’altra parte, Davide Ballardini incassa la sconfitta più pesante della sua gestione, con i subentrati dalla panchina incapaci di incidere e la solita fragilità sulle palle inattive a fare da spartiacque.

Ora il Palermo: doppia sfida senza margini di errore

L’avversaria della semifinale, quella che aspetta il Catanzaro nel doppio confronto andata e ritorno, sarà il Palermo. I rosanero — anch’essi reduci da un turno preliminare vinto senza patemi — incrociano una squadra che nelle ultime settimane ha ritrovato cinismo e solidità. Il Ceravolo, nei novanta minuti che contano, si prepara a ospitare una bolgia. Aquilani lo sa bene: «il dovere di sognare» è una frase che non ammette mezze misure, specie ora che i calcoli lasciano il posto alla concretezza dei novanta minuti. Per l’Avellino, invece, resta l’amaro in bocca per un’occasione persa, e le pagelle impietose su Palmiero e Russo (con Pandolfi addirittura rimediando un 4,5) fotografano una notte da dimenticare in fretta.

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