Ryanair punta su Milano con 7 nuove rotte, ma Roma resta ferma per "politiche anti-crescita"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia di Ryanair per la prossima estate si declina lungo due direttrici opposte, una di decisa espansione e l'altra di netta stagnazione, delineando una mappa del traffico aereo italiano dove la Lombardia si ritaglia un ruolo sempre più centrale a scapito del nodo romano. La compagnia aerea low cost, che ora ha il suo piano operativo ben allineato con il mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha presentato ieri quello che ha definito "Piano Milano 2026", un progetto di crescita che ruota intorno ai due scali di Bergamo Orio al Serio e Milano Malpensa. Questo piano, annunciato dal CEO Eddie Wilson, prevede un investimento complessivo – che ammonta a 3,3 miliardi di dollari – finalizzato a incrementare il traffico del 9%, con l'obiettivo ambizioso di servire 20,3 milioni di passeggeri ogni anno. Un'espansione resa possibile dall'aggiunta di due nuovi velivoli a Bergamo e uno a Malpensa, portando a 33 il numero totale di aerei basati nella regione.

L'espansione lombarda e il caso Tirana

L'annuncio fatto in Italia segue di poco la conferenza stampa tenutasi a Tirana, dove il Group CEO Michael O'Leary ha illustrato un incremento di venti rotte complessive per la base albanese, passando da ventitré a quarantatré collegamenti. Una mossa, questa, che acuisce la concorrenza in un mercato, come quello balcanico, dove la rivale Wizz Air è particolarmente attiva. Di queste nuove rotte, una parte significativa interessa anche l'Italia, consolidando una rete che si fa sempre più capillare e che non si limita ai grandi hub, ma si estende progressivamente verso aeroporti di dimensioni più provinciali. Dalla Lombardia, nello specifico, le nuove destinazioni estive includeranno Lemnos in Grecia, Pescara, Rabat in Marocco, Edimburgo, Plovdiv in Bulgaria, Tirana e Varsavia, per un totale di centocinquantasei rotte gestite dalla regione.

La stroncatura di Wilson su Roma

Se il Nord Italia viene dipinto come un terreno fertile per lo sviluppo, lo stesso non si può affermare per la capitale. Dopo l'annuncio milanese, Eddie Wilson si è recato a Roma, dove ha ribadito con forza la posizione della compagnia: zero crescita per gli scali di Fiumicino e Ciampino nella stagione estiva 2026. Il manager ha rilanciato pubblicamente l'appello al governo affinché venga abolita l'addizionale comunale, una tassa che, a suo dire, rappresenta l'esempio più chiaro di quelle "politiche anti-crescita" che stanno soffocando le potenzialità del bacino romano. Un j'accuse netto, che isola la capitale dal resto della dinamica espansione nazionale della low cost irlandese.

La low cost spinge per nuove politiche

L'intera operazione mediatica di Ryanair, che tocca sia il fronte degli investimenti che quello delle critiche, si configura come una spinta costante alle istituzioni affinché adottino misure più favorevoli all'aumento dei collegamenti e, di conseguenza, dei posti di lavoro nel settore. La compagnia, mentre prepara un'estate che si preannuncia da record nei cieli lombardi, continua a esercitare una pressione strategica, evidenziando come le scelte politiche locali possano determinare vantaggi o ritardi significativi nello sviluppo della connettività aerea. Una partita che si gioca sui numeri delle nuove rotte, certo, ma anche e soprattutto sulle scelte legislative che ne regolano l'economia.

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