Modena, lo studente e il proiettile della Grande Guerra: scuola evacuata per una lezione di storia «dal vivo»
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Redazione Interno
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L’odore della cera e il silenzio concentrato di un’ora di lezione, al liceo classico Muratori San Carlo di Modena, sono stati improvvisamente sostituiti dal caos e dal frastuono di una evacuazione precipitosa. L’innesco di questo trambusto non è stato un allarme generico né una telefonata anonima, ma un oggetto concreto: un proiettile di mortaio risalente alla Prima guerra mondiale, che uno studente di terza aveva estratto dallo zaino con l’intenzione – a quanto pare del tutto ingenua – di renderla più vivida, trasformandosi suo malgrado da comparsa a protagonista di un incidente di sicurezza nazionale. Nell’aula, dove forse si stava discutendo proprio delle trincee e delle polveri infuocate del conflitto 1915-1918, il ragazzo ha posato il reperto sul banco per mostrarlo al professore: un gesto che, anziché suscitare curiosità archeologica, ha spento ogni altra attività scolastica facendo scattare immediatamente i protocolli di emergenza.
L’innesco della procedura e le reazioni immediate
A insospettire il docente non è stato tanto l’aspetto arrugginito del cilindro metallico, quanto le sue condizioni: l’ordigno, infatti, si presentava in un «ottimo stato di conservazione», una circostanza che, agli occhi degli esperti, non esclude affatto la pericolosità anzi, la rende spesso più concreta. Il professore – un cinquantenne con molta esperienza alle spalle, secondo alcune ricostruzioni – non ha esitato a informare la dirigenza, e da lì la macchina dei soccorsi si è messa in moto senza intoppi. I carabinieri, contattati dal preside, hanno valutato la situazione a distanza prima di dare disposizioni precise: spostare il proiettile nel cortile interno, lontano dalle fonti di calore e dai locali chiusi, e tenere gli studenti sigillati nelle aule in attesa dell’arrivo delle pattuglie. «Una bomba, ha una bomba», si sente urlare in sottofondo in un video diventato rapidamente virale, dove il panico misto a incredulità tradisce la consapevolezza, forse assente nel giovane protagonista, che quei vecchi pezzi d’artiglieria non sono solo reperti museali ma contenitori di esplosivo ancora potenzialmente attivo.
L’evacuazione e la messa in sicurezza
La scuola ha dunque vissuto una mattinata di tensione: gli studenti, costretti a rimanere dietro i banchi durante l’intervallo, osservavano dai vetri i militari che posizionavano il nastro rosso per delimitare l’area del giardino. Le lezioni sono state sospese in via precauzionale, e l’intero istituto – il Muratori San Carlo, pieno di ragazzi e personale – è stato completamente evacuato per permettere ai militari dell’Arma di operare in sicurezza. Molti genitori, allertati dai messaggi che correvano veloci sui telefoni, si sono precipitati fuori dai cancelli per riabbracciare i figli, preoccupati per quella che inizialmente sembrava una vera e propria minaccia bellica.
L’esito dei controlli e le conseguenze disciplinari
Quando gli artificieri hanno potuto analizzare il cilindro – che alcuni quotidiani locali hanno descritto come un «piccolo colpo da mortaio» – la diagnosi è stata netta: l’ordigno non era più attivo, non c’era pericolo di esplosione, e non è stato nemmeno necessario procedere a brillamenti controllati. Inutile dire che l’intera vicenda, a posteriori, ha assunto i contorni di un enorme equivoco generato da troppa ingenuità. Il proiettile, che il ragazzo probabilmente custodiva tra le mura domestiche chissà per quale eredità familiare, è stato comunque sequestrato; e per lo studente, oltre allo spavento per aver scatenato un putiferio involontario, sono arrivate le dure parole del dirigente scolastico. «Un’ingenuità – ha commentato il preside – che avrà ripercussioni disciplinari». Nessuna conseguenza penale per il giovane, ma sicuramente una lezione pratica di storia che non potrà dimenticare facilmente, e che resterà negli annali dell’istituto come l’ora di lezione più movimentata dell’anno.




