Francesco Pernici, l’arte di correre in testa: in finale agli Europei con il secondo tempo di sempre. Birmingham, avversari da record

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non capita spesso, al giorno d’oggi, di imbattersi in un mezzofondista che scelga di correre una semifinale europea come se fosse l’ultimo dei suoi trecentossessantacinque giorni, eppure Francesco Pernici ha fatto di questa caratteristica il suo marchio di fabbrica, uno stile che si sta facendo sempre più raro nel panorama internazionale.

L’azzurro, 23 anni, primatista italiano della specialità, si è guadagnato l’accesso alla finale degli 800 metri agli Europei di atletica di Birmingham, in programma giovedì 13 agosto, con una prestazione che profuma di impresa, chiudendo la propria semifinale in 1:43″84 e strappando il pass per l’atto conclusivo grazie al secondo miglior tempo di ripescaggio. E lo ha fatto, come suo solito, senza badare a spese, mettendosi in testa al gruppo sin dal primo metro e imprimendo un ritmo indiavolato che ha finito per favorire l’irlandese Mark English, autore del record dei campionati con 1:43″49.

Il crono di Pernici, pur piazzandolo al quinto posto della sua semifinale, assume un valore particolare se si considera che si tratta della sua seconda prestazione assoluta in carriera, eguagliando il tempo che lo scorso anno gli valse il decimo posto ai Mondiali di Tokyo e superato soltanto dal suo stesso primato nazionale di 1:43″60, stabilito poco più di un mese fa.

Il front-runner bresciano e il record di Fiasconaro dopo 53 anni

Il camuno di Niardo, in provincia di Brescia, ha costruito la sua ascesa nell’élite continentale su un’unica, chiara filosofia: scattare a razzo, dettare legge e provare a fiaccare gli avversari con un’andatura sostenuta fin dal via.

Una strategia che richiede non solo una preparazione atletica di altissimo livello, ma anche un coraggio che rasenta la sana incoscienza sportiva, come dimostrato in questa rassegna continentale dove, dopo aver vinto la propria batteria in 1:45″31 da autentico front-runner, si è ripetuto in semifinale con la stessa identica determinazione.

L’allievo di coach Dalmazio Bersini ha scelto di non tradire mai se stesso, consapevole che la sua arma migliore risiede proprio nella capacità di imporre il proprio ritmo, anche a costo di pagare dazio sul rettilineo finale, dove nella semifinale di Birmingham è stato superato da English, dal britannico Ben Pattison (1:43″72), dal francese Corentin Le Clezio (1:43″80) e dallo spagnolo Mohamed Attaoui (1:43″82).

Il 3 luglio scorso, a Nancy, Pernici aveva cancellato dal libro dei record un primato italiano che resisteva da 53 anni, quello di Marcello Fiasconaro, fermando il cronometro sull’1:43″60, un risultato che lo ha proiettato definitivamente nel gotha della mezzofondo europea.

Un 1:43″84 che vale una finale: i numeri di una semifinale da brividi

La semifinale corsa all’Alexander Stadium ha assunto i contorni di una vera e propria corsa da record, con un livello tecnico talmente alto da trasformare una gara di qualificazione in un evento memorabile. Il tempo di 1:43″84 realizzato da Pernici non solo eguaglia il secondo crono della sua carriera ma, aspetto forse ancor più significativo, coincide con il precedente record dei campionati, stabilito dall’atleta della Germania Est Olaf Beyer nel lontano 1978, un primato che è durato fino a questa calda giornata di agosto.

Il passaggio ai 400 metri in 51″36 racconta di un approccio alla gara tutt’altro che conservativo, con il bresciano che ha letteralmente trascinato il gruppo fino all’ultimo giro, prima di cedere il passo a un quintetto di avversari che hanno tutti chiuso sotto l’1:44.

Questi numeri dicono molto della condizione di forma del primatista italiano, che si presenta alla finale con la consapevolezza di poter competere ad armi pari con i migliori atleti del continente, come testimoniato dal fatto che in una semifinale di tale caratura si sia reso necessario un ripescaggio per portare a otto il numero dei finalisti.

Avversari di lusso e prospettive per la finale: English, Pattison e Attaoui

Il quadro degli avversari che attenderanno Francesco Pernici nella finale di giovedì sera è di quelli che mettono i brividi, con un trio di atleti che hanno già dimostrato di viaggiare su ritmi stratosferici. Il favorito della vigilia è senza dubbio l’irlandese Mark English, 33 anni, che ha letteralmente dominato la semifinale con un 1:43″49 che gli ha permesso di abbattere un record che resisteva da quasi mezzo secolo, e che ha dichiarato di sentirsi particolarmente in forma e di aver ancora energie da spendere per la finale.

A completare il lotto dei pretendenti al titolo ci sono il britannico Ben Pattison, bronzo mondiale nel 2023, e lo spagnolo Mohamed Attaoui, argento continentale in carica, entrambi capaci di esprimersi su tempi inferiori all’1:44 in semifinale. L’obiettivo di Francesco Pernici, come dichiarato a caldo al termine della gara, non è certo quello di limitarsi a partecipare, bensì di andare a caccia di una medaglia che rappresenterebbe il coronamento di una stagione già straordinaria.

Per ambire al podio, in una gara che si preannuncia estremamente tattica e veloce, potrebbe rendersi necessario scendere ancora una volta sotto il muro dell’1:44, ma il bresciano ha ormai dimostrato di avere il piede giusto per spingere sull’acceleratore e giocarsi le sue carte fino all’ultimo metro, come ama fare in ogni sua corsa.

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