Netanyahu mette al bando l'Unrwa
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Redazione Esteri
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Il giorno successivo all'approvazione delle leggi che bandiscono l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi (Unrwa) da parte della Knesset, l'atmosfera nel quartier generale dell'agenzia a Gerusalemme Est è rimasta tranquilla. Jonathan Fowler, funzionario per la comunicazione dell'Unrwa, ha spiegato a Repubblica che l'agenzia è abituata ad affrontare l'imprevedibile, le illazioni e gli attacchi contro le proprie strutture, e ora anche questa nuova sfida.
Nel frattempo, le bombe continuano a cadere incessantemente sulla Striscia di Gaza e sul Libano, causando ulteriori vittime. Le schermaglie con l'Unifil non accennano a diminuire, e la messa al bando dell'Unrwa rappresenta un ulteriore ostacolo alla risoluzione del conflitto. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sembra sempre più distante dalla necessità di conformarsi al diritto internazionale e di chiudere un conflitto che, secondo molti, non ha ragione di esistere, considerando che i suoi nemici, rappresentati dall'asse della resistenza a guida iraniana, sono ormai ridotti ai minimi termini.
A Sheikh Jarrah, dove si trova il quartier generale dell'Unrwa, il destino dell'agenzia sembrava già segnato prima ancora che la Knesset votasse la sua espulsione da tutto Israele, inclusi Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est. Dan Iloz, vicesindaco del partito Likud di Netanyahu, ha fatto una visita al quartier generale, mentre nel nord di Gaza l'esercito israeliano dava alle fiamme la scuola Al Fakhoura, gestita dall'Unrwa nel campo profughi di Jabaliya. In quella zona, la popolazione è strangolata da un assedio fatto di fame, bombardamenti a tappeto e arresti indiscriminati.
L'attacco all'Unrwa è duplice: politico e militare.




