Papa Francesco firma "Fratelli tutti", enciclica sulla fraternità nel mondo segnato dalla pandemia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Ad Assisi, il 3 ottobre 2020, nell’ottavo anno del suo pontificato, Papa Francesco ha firmato Fratelli tutti, la sua terza enciclica, resa pubblica il giorno seguente nella festa di San Francesco. Annunciata un mese prima dalla Sala Stampa vaticana, la lettera nasce come riflessione sulla crisi globale scatenata dal Covid-19, ma si trasforma in un manifesto universale che invita a riscoprire la fraternità umana in un’epoca di disuguaglianze, conflitti e isolamento.

Il testo, articolato in otto capitoli, affronta temi come la solidarietà, il dialogo interreligioso e la giustizia sociale, denunciando al contempo le derive del populismo e del neoliberismo, che acuiscono le divisioni. Senza citare direttamente fatti di cronaca, il Pontefice condanna ogni forma di violenza e sfruttamento, richiamandosi a quel concetto di "amicizia sociale" che dovrebbe unire popoli e culture diverse.

Dalla "Lumen fidei" a "Spera": gli scritti di un pontificato quella di Francesco è una produzione vasta, che spazia dalle encicliche ai libri autobiografici, come Spera, in cui ripercorre la sua vita e il suo ministero. Già con la prima enciclica, Lumen fidei (29 giugno 2013), il suo magistero aveva mostrato una peculiarità: il testo, iniziato da Benedetto XVI e completato dal successore, rappresenta un ponte ideale tra i due pontificati, chiudendo la trilogia sulle virtù teologali avviata con Spe salvi e Caritas in veritate.

Nei suoi scritti, il Papa ha toccato temi cruciali: dall’ecologia integrale di Laudato si’ alla denuncia delle nuove povertà, fino all’esortazione a costruire ponti invece di muri. Senza mai cadere in astrazioni, le sue parole hanno spesso intercettato le urgenze del presente, come nel caso della crisi migratoria o dello scandalo degli abusi nella Chiesa, affrontati con un linguaggio diretto che non elude le responsabilità.

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