Annalisa si racconta: «I miei 40 anni vissuti malissimo, ora una lunga pausa»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Distesa su un letto che prende fuoco, avvolta in un body metallico mentre una tigre fa capolino dallo sfondo, Annalisa Scarrone, per il pubblico semplicemente Annalisa, irrompe con l'immagine potentemente simbolica scelta per la copertina del suo nuovo lavoro discografico. "Ma io sono fuoco", questo il titolo dell'album che segna il suo ritorno a due anni di distanza da "E poi siamo finiti nel vortice", è da oggi disponibile nei negozi e sulle piattaforme digitali. Undici brani, quelli che compongono il progetto, i quali, abbracciando sonorità che attingono a piene mani dal pop anni Ottanta, si costruiscono attorno a sintetizzatori, tastiere e batterie elettroniche, delineando un suono che la cantante ligure, cresciuta a Carcare, in provincia di Savona, definisce come «un elettropop di fuoco per spiegarmi meglio».
Il significato del fuoco: trasformazione, non distruzione
Quella fiamma che domina la copertina, tuttavia, non va interpretata, come si potrebbe istintivamente pensare richiamando il noto sonetto di Cecco Angiolieri, come un'emblema di volontà distruttiva, né come il desiderio di ridurre in cenere il passato. «Per me essere fuoco», chiarisce infatti l'artista, «significa avere la capacità di trasformarsi, di reagire, di resistere al tempo che brucia». Un concetto di resilienza e di energia purificatrice, dunque, che lei stessa ammette di aver forse tenuto troppo a lungo nascosto, o che soltanto ora è emerso nella sua completezza, come un aspetto profondo del proprio carattere finalmente giunto a piena maturazione. «È vero, spesso non ho messo in mostra questo mio aspetto», confessa, «o forse soltanto adesso è uscito alla luce in modo così completo».
Quel "ma" che cambia tutto e il peso dei quarant'anni
La differenza, in un percorso di definizione personale e artistica, la fa spesso una congiunzione. Quel «ma» che apre il titolo dell'album non è un dettaglio di poco conto, poiché lascia spazio a molteplici interpretazioni e, soprattutto, delinea una reazione. Se c'è chi ha potuto leggerlo come una risposta a chi, in passato, l'ha etichettata come una persona fredda, Annalisa precisa che non si tratta di una replica mirata, bensì dell'indicazione di un atteggiamento verso gli eventi della vita: una reazione a qualcosa che accade, magari anche spiacevole, che può tuttavia tramutarsi in un'opportunità. Un approccio che sembra riflettersi anche nel modo in cui ha vissuto un traguardo anagrafico importante come il compimento dei quarant'anni, avvenuto lo scorso agosto, che definisce senza mezzi termini come un'esperienza negativa. «Li ho vissuti malissimo», rivela, aggiungendo che quel giorno, in particolare, avvertì un forte desiderio di piangere, un dettaglio che svela le insicurezze e le difficoltà che a volte accompagnano anche le figure pubbliche più celebrate.
La libertà nel rapporto di coppia e la pausa imminente
In un racconto di sé che tocca corde diverse, dall'artistica alla più intima sfera personale, Annalisa parla anche del proprio matrimonio, descrivendo un rapporto di coppia basato su una significativa libertà, che include, come lei stessa afferma, un modo libero di vivere la sessualità. Una dichiarazione che si inserisce in un quadro di autenticità e di ricerca di una personale dimensione della felicità. Dopo l'intenso lavoro che ha portato alla realizzazione di "Ma io sono fuoco", però, l'artista prevede già un periodo di stacco dall'attività musicale. Annuncia, infatti, che al termine della promozione di questo disco si concederà una pausa, che si preannuncia lunga, un momento di necessario fermo per ricaricarsi dopo aver dato alle fiamme, metaforicamente, ogni sua energia creativa.
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