Mirafiori, aumenti di stipendio nonostante la crisi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi che sta attanagliando il settore dell’auto, non esclusivamente a livello nazionale, rappresenta una delle tematiche interessate da frequenti discussioni provenienti da più parti. All’interno della crisi dell’auto, se si guarda a un vero e proprio simbolo di quella che era la produzione automobilistica in Italia non si può fare a meno di considerare Mirafiori. Lo storico stabilimento torinese di casa Fiat vive probabilmente una delle fasi peggiori della sua storia, una crisi attuale che però potrebbe configurarsi non la medesima per tutti. Ecco il regalo di Natale di Elkann e Tavares a Mirafiori: impianto chiuso fino a gennaio Ecco il regalo di Natale di Elkann e Tavares a Mirafiori: impianto chiuso fino a gennaio nel 2023, nonostante il dimezzamento dei volumi di Maserati, erano state prodotte 85.940 auto: quest'anno Mirafiori rischia di sfornarne appena 20mila. L'impianto che per il 97 per cento sforna vetture elettriche non è mai ripartito davvero dalle ferie estive, che erano state anticipate di due settimane. Difficile trovare l’impianto di Mirafiori aperto. Aumenti di stipendio fino a 5000 euro: approvato l’incremento sostanzioso È stato confermato l’incremento dei salari nei giorni scorsi, predisposto il riallineamento degli stipendi sulla base dei risultati. Ora è ufficiale.

Gli stipendi aumenteranno fino a un massimo di cinquemila euro l’anno, con incrementi che andranno dal quattro al dodici per cento della retribuzione attuale. È stato predisposto proprio negli ultimi giorni il processo di ‘riallineamento’ dei salari, prendendo in considerazione i risultati professionali. Mirafiori: stop alla produzione fino al 2025 Il gruppo Stellantis ha comunicato alle sigle sindacali Fiom-Cgil che verranno sospese le attività produttive della carrozzeria dal 2 al 17 dicembre. A questo stop seguirà la chiusura dell’impianto per le festività natalizie dal 18 dicembre al 5 gennaio, con la ripresa prevista per l’8. Le giornate di fermata saranno coperte dagli ammortizzatori sociali e dalle ferie dei dipendenti.

IL MERCATO CHE NON C’È - La motivazione addotta dal Gruppo automobilistica è sempre la medesima: “persistente situazione di incertezza delle vendite di elettriche in diversi mercati europei che rappresentano il 97% della produzione di Mirafiori, oltre al segmento delle auto di lusso della Maserati destinate principalmente a Cina e Stati Uniti, al di sotto delle aspettative”.

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