Caldo record a Modena e in Piemonte, l’estate 2026 entra nella storia: “Mai così caldo dal 1861”
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Redazione Interno
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L’estate meteorologica che si è conclusa il 31 agosto ha consegnato agli archivi climatologici italiani pagine che nessuno avrebbe voluto scrivere, eppure i numeri, quelli certificati dalle stazioni di rilevamento, parlano con la loro inesorabile precisione: a Modena la temperatura media del trimestre giugno-luglio-agosto ha raggiunto i 28,4 gradi, un valore che non solo supera ogni precedente record ma che si colloca come il più alto dall’inizio delle rilevazioni sistematiche, avvenute nel lontano 1861.
A trascinare verso l’alto questa media è stato in particolare il mese di agosto, che ha fatto segnare 29,5 gradi di media, un picco mensile che da solo basterebbe a collocare questa annata negli annali della meteorologia emiliana, ma che assume un peso ancora più rilevante se si considera la continuità con cui il caldo si è manifestato per tutti i tre mesi estivi.
I dati dell’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena
A fornire il quadro completo della situazione è l’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che dal torrione orientale del Palazzo ducale del capoluogo, sede della sua storica stazione di misurazione, raccoglie con scrupolo e senza interruzioni dal 1861 tutti i principali valori meteorologici.
È proprio da quella postazione, che ha visto succedersi generazioni di rilevatori e che rappresenta un unicum nel panorama nazionale per continuità e affidabilità dei dati, che sono arrivati i numeri che certificano l’eccezionalità di questa estate: i 28,4 gradi medi del trimestre estivo rappresentano un salto termico significativo rispetto alla norma climatica di riferimento, e gli stessi responsabili dell’Osservatorio non hanno esitato a definire questi valori come di “assoluto rilievo storico”, sottolineando come non si fosse mai assistito a una persistenza così prolungata di temperature
Elevate nel capoluogo emiliano.
Il caldo non molla la presa nemmeno in Trentino
Se Modena rappresenta il caso più eclatante per la lunghezza della serie storica a disposizione, il quadro che emerge da altre regioni italiane è assolutamente coerente con questa tendenza, a cominciare dal Trentino dove, nonostante l’arrivo dell’autunno meteorologico fissato al 1 settembre, il caldo non accenna a mollare la presa.
Le temperature massime si mantengono regolarmente al di sopra dei trenta gradi, con punte che hanno toccato i 33 gradi a Rovereto e i 31,8 a Trento, e le previsioni per i prossimi giorni non lasciano intravedere alcun cedimento: fino a domenica 6 settembre, come spiega Giacomo Poletti, è attesa un’assenza di precipitazioni sul territorio trentino, con giornate molto soleggiate soprattutto giovedì, venerdì e domenica, tanto che gli stessi meteorologi locali non escludono il rischio di “ennesimi record storici per quanto riguarda le temperature”.
I numeri dell’ARPA Piemonte e il confronto con il 2003
Anche il Piemonte, del resto, ha vissuto un’estate che resterà a lungo nella memoria dei climatologi, e i dati diffusi dall’ARPA Piemonte hanno messo fine a ogni possibile dubbio: l’estate meteorologica 2026, considerata nell’arco che va dal 1 giugno al 31 agosto, è risultata la più calda dell’intera serie storica regionale, superando persino l’annata del 2003 che fino a oggi era considerata il termine di paragone per eccellenza.
La temperatura media registrata è risultata superiore di 3,1 gradi rispetto alla norma climatica del trentennio 1991-2020, un dato che da solo basta a misurare l’entità dell’anomalia termica che ha interessato la regione, e che assume un valore ancora più significativo se si considera che le rilevazioni certificate dell’ARPA partono dal 1958, offrendo così un arco temporale sufficientemente ampio per escludere che si tratti di un evento episodico o circoscritto.
La combinazione di questi fattori – la persistenza del caldo, l’intensità delle temperature massime e lo scostamento dalla media storica – ha fatto sì che il 2026 sia entrato di diritto negli annali meteorologici non solo come un’estate molto calda, ma come l’estate più calda di sempre, almeno per quanto riguarda le due regioni per le quali si dispone di serie storiche complete e certificate.
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