Trump annuncia esplorazioni petrolifere in Groenlandia, ma Nuuk frena

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che una vasta esplorazione di petrolio, gas e minerali sta per iniziare in Groenlandia. In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha scritto che «un programma di esplorazione di massa per petrolio, gas e minerali sta per iniziare nella nostra nuova e bellissima Groenlandia», aggiungendo che «la quantità di petrolio facilmente accessibile è di gran lunga superiore a quella di quasi qualsiasi altro luogo nel mondo».

Il presidente non ha fornito dettagli su un eventuale coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nelle operazioni, né ha indicato quali compagnie sarebbero coinvolte o quali aree sarebbero interessate dalle attività estrattive.

La smentita delle autorità groenlandesi

La dichiarazione di Trump è stata però ridimensionata dalle autorità della Groenlandia. Jørgen Hammeken-Holm, alto funzionario del ministero degli Affari economici groenlandese, ha dichiarato alla CNN che, sebbene vi siano attività in corso da parte di compagnie statunitensi, «siamo molto lontani da un'esplorazione estensiva». Secondo il funzionario, sono in corso numerosi progetti esplorativi di piccola scala, ma potrebbero volerci anni prima che diventino operativi.

La precisazione arriva dopo che Trump, nelle prime ore del mattino ora locale, aveva pubblicato il messaggio sul suo social network definendo l'isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca, «la nostra nuova e bellissima Groenlandia».

Il contesto dell'accordo di settembre

L'annuncio di Trump giunge poche settimane dopo la firma di un accordo tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia avvenuta il 21 settembre a New York, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'intesa, che modernizza e integra un trattato di difesa risalente al 1951, ha posto fine alle tensioni generate dalle ripetute dichiarazioni del presidente americano sull'acquisizione dell'isola.

Il testo dell'accordo, diffuso dalla Casa Bianca, non menziona esplicitamente petrolio e gas, ma fa riferimento alla cooperazione sulle risorse minerarie e, più in generale, alla collaborazione per lo sviluppo economico. La Danimarca ha sottolineato che l'intesa riconosce la sovranità e l'integrità territoriale del Regno, nonché il diritto all'autodeterminazione del popolo groenlandese.

Le risorse del sottosuolo e i vincoli normativi

La Groenlandia, con i suoi 2,16 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di circa 56.000 abitanti, possiede un sottosuolo ricco di risorse minerarie, in gran parte ancora inesplorate. L'Unione europea ha identificato nel territorio groenlandese 25 dei 34 minerali presenti nella lista ufficiale delle materie prime essenziali, comprese le terre rare. Dal 2009, il governo locale ha potere decisionale sull'uso delle proprie risorse naturali.

Tuttavia, nel 2021 la Groenlandia ha sospeso il rilascio di nuove licenze per l'esplorazione di petrolio e gas, citando preoccupazioni ambientali e climatiche; le licenze già concesse in precedenza restano valide. Il ministero degli Esteri danese ha chiarito che le compagnie americane interessate a esplorare le risorse naturali della Groenlandia devono rispettare la legislazione groenlandese, ribadendo l'autorità dell'isola sulle proprie risorse nonostante l'accordo di sicurezza firmato con Washington.

Difficoltà operative ed economiche

L'estrazione di risorse in Groenlandia è da tempo considerata complessa per via delle condizioni climatiche estreme e della carenza di infrastrutture. L'isola manca di reti di trasporto integrate, di porti per minerali sfusi e di una rete elettrica industriale, e la stagione utile per le costruzioni artiche si limita a otto-dodici settimane all'anno. La manodopera qualificata è scarsa e solo due miniere risultano attive, con una produzione limitata.

Nel settembre 2026 la Commissione europea ha annunciato un pacchetto di partenariato con la Groenlandia del valore di 200 milioni di euro, focalizzato sulle materie prime critiche, con progetti che includono i giacimenti di grafite di Amitsoq e di molibdeno di Malmbjerg. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha collegato l'iniziativa alla nuova strategia artica dell'Unione.

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