Inter, Ausilio racconta: "Kovacic e Brozovic i miei colpi migliori, ma Jashari è andato al Milan e mio figlio non me l'ha perdonata"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Piero Ausilio, da anni pilastro della dirigenza nerazzurra, ha ripercorso con la Gazzetta dello Sport le tappe di una carriera nata quasi per caso, dopo che un infortunio al ginocchio – conseguenza di un duro contrasto con Carlo Cudicini ai tempi degli Allievi – gli aveva sbarrato la strada del calcio giocato. "Tra Serie C e Serie B potevo farcela", ha ammesso, ma fu Giuseppe Peduzzi, allora presidente della Pro Sesto, a suggerirgli di puntare sul ruolo dirigenziale. Una scelta che lo ha portato a costruire, tassello dopo tassello, alcune delle operazioni più significative dell'Inter degli ultimi decenni.

"Kovacic e Brozovic restano i miei acquisti più riusciti", ha dichiarato, senza nascondere un certo orgoglio per averli portati in Italia quando erano ancora talenti grezzi. Ma nella lista dei successi ha incluso anche Onana, Lautaro, Bisseck e Thuram, dimostrando come la sua capacità di individuare prospettive non si limiti ai soli nomi già affermati. Un rammarico, però, è emerso con chiarezza: "Kvaratskhelia è stato il mio più grande rimpianto". Il regista georgiano, oggi perno del Napoli, era nel mirino dell'Inter quando giocava ancora in patria, ma la trattativa non si concretizzò.

Tra i retroscena più curiosi, l’episodio legato ad Ardon Jashari, centrocampista svizzero ora al Milan. "Mio figlio Niccolò, che ha la passione del calcio anche se ha smesso presto di giocare, mi ha rimproverato", ha rivelato Ausilio. "Mi ha detto: ‘Te l’ho segnalato quando era al Lucerna, te lo sei lasciato sfuggire’". Una punzecchiatura familiare che sottolinea quanto la valutazione dei giovani sia un tema sentito in casa Ausilio, sebbene il direttore sportivo abbia precisato: "Non possiamo prenderli tutti, anche quando sono bravi".

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