Architect Capital compra il 16% di OnlyFans per 535 milioni di dollari
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Redazione Economia
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Non solo milioni di utenti paganti, a quanto pare, ma anche i fondi di private equity – quelli solitamente attenti al rischio reputazionale – iniziano a fare la fila dietro le quinte della piattaforma più discussa del web. OnlyFans, il colosso dell’intrattenimento per adulti che negli ultimi anni ha rivoluzionato il mercato dei contenuti in abbonamento, ha ceduto una quota minoritaria del proprio capitale: il 16% è finito nelle mani di Architect Capital, fondo con sede a San Francisco, per una cifra che sfiora i 535 milioni di dollari. L’operazione, chiusa nelle scorse settimane, arriva in un momento delicato per la società madre Fenix International, segnato dalla scomparsa del patron Leonid Radvinsky, morto a marzo a 43 anni per un tumore terminale.
L’ombra lunga di Radvinsky e il ruolo della vedova
La morte del miliardario – che aveva trasformato OnlyFans da una start-up di nicchia in un impero globale da miliardi di dollari – ha inevitabilmente aperto una fase di transizione, seppur già in gran parte pianificata. A ereditare il controllo della holding londinese è stata la moglie, Yekaterina Chudnovsky, 42 anni, avvocata di formazione e imprenditrice attiva in diversi settori, comprese le biotecnologie. Secondo un documento ufficiale depositato il 7 maggio scorso al registro imprese di Londra, Chudnovsky possiede ora almeno il 75% delle azioni e dei diritti di voto di Fenix International, con la facoltà di nominare e revocare la maggioranza del consiglio di amministrazione. Un passaggio formale, atteso ma non scontato, che la incorona come erede non solo patrimoniale ma anche gestionale dell’ex marito, dal quale ha avuto quattro figli.
Architect Capital, una scommessa da mezzo miliardo
L’acquisizione del 16% da parte di Architect Capital rappresenta quindi un’operazione che va letta in controluce rispetto a questo nuovo assetto proprietario. Il fondo californiano, che solitamente si muove con prudenza nei settori ad alto tasso di complessità legale e sociale, ha deciso di puntare decine di milioni su un’azienda che genera flussi di cassa stratosferici, alimentati da oltre tre milioni di creator e da un pubblico globale spesso sottostimato nelle analisi tradizionali. La cifra sborsata – 535 milioni di dollari – attribuisce a OnlyFans una valutazione implicita di circa 3,34 miliardi di dollari per la sola quota ceduta, un dato che conferma la solidità finanziaria nonostante le polemiche ricorrenti sul tipo di contenuti ospitati.
Le carte depositate a Londra e il silenzio della nuova proprietà
Dal deposito al registro imprese londinese emergono dettagli precisi: Chudnovsky è subentrata al marito il 20 marzo, ma nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa finora. Né lei né i vertici di Architect Capital hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche, segno che l’operazione è stata condotta con la massima riservatezza, verosimilmente per evitare possibili ripercussioni sulla percezione del marchio. La vedova di Radvinsky – nata nell’ex Unione Sovietica, filantropa e azionista di start-up biotech quotate – si trova ora a gestire una macchina da guerra digitale che, nonostante le apparenze, ha imparato a convivere con il veto di alcuni circuiti bancari e con la diffidenza di certi investitori istituzionali. L’ingresso di Architect Capital dimostra però che, quando i conti sono record e il modello di business si rivela inattaccabile, anche i tabù più radicati possono essere messi da parte.




