Milan Futuro, il rebus regolamentare e l’addio di Oddo: si riparte dalla serie D

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il futuro del Milan Futuro è a un bivio, e il collo di bottiglia non è solo quello sportivo, ma soprattutto quello burocratico. Le ultime decisioni del Consiglio Federale della FIGC, infatti, hanno rimescolato le carte in tavola per quanto riguarda i ripescaggi, rendendo la strada verso il ritorno in Serie C una salita quasi impossibile per i giovani rossoneri. Tra nuovi principi di “sostituzione” delle neopromosse e graduatorie dalla priorità ferrea, la società di Via Aldo Rossi si trova ora a dover valutare internamente se valga la pena tentare il colpo grosso o se, più realisticamente, accettare un altro anno di formazione nel campionato di Serie D. La modifica normativa, in particolare, introduce un meccanismo che tende a mantenere i posti vacanti all’interno della stessa categoria professionistica, riducendo drasticamente gli spazi per chi, come la seconda squadra milanese, staziona nei dilettanti.

Il nodo della panchina: addio ufficiale, senza strappi

Proprio mentre si discuteva di un possibile pressing per la permanenza, legato anche al rapporto di stima con il nuovo ds Igli Tare, la situazione in panchina ha preso una piega definitiva e contraria. Massimo Oddo conclude con un anno di anticipo la sua avventura alla guida del Milan Futuro, quello stesso tecnico che aveva firmato fino al 2027 e che, almeno stando alle prime voci di mercato di qualche settimana fa, sembrava poter continuare grazie alla mediazione dell’amico Tare. Non si tratta, sia chiaro, di un esonero né di una rottura traumatica; siamo piuttosto di fronte a una separazione di comune accordo, senza rancori, tanto che il tecnico abbandonerà volontariamente il secondo anno di contratto sul tavolo. La motivazione è semplice, quasi banale nella sua logica professionale: dopo la retrocessione e con l’orizzonte che si tinge nuovamente di Serie D, Oddo ha espresso il desiderio – legittimo – di cercare una panchina in una categoria superiore, un’ambizione che il club non ha ostacolato.

La fabbrica dei talenti tra partenze e colonne portanti

Con la quasi certezza matematica di dover disputare un altro campionato tra i dilettanti (la quarta serie), la dirigenza è al lavoro per ridisegnare la rosa, cercando di scindere chi può essere funzionale al progetto a lungo termine da chi invece saluterà. Diverse sono le partenze già segnate nell’agenda del mercato: giovani come Levis Asanji, destinato a fare ritorno in Germania, e Magnus DalPiaz, arrivato in prestito dal Bayern Monaco e per il quale non scatterà il riscatto, sono pronti a lasciare Milano. Anche Silvano Vos, che faticato a trovare spazio, rientrerà a casa, mentre il portiere Alessandro Longoni, talento delle giovanili, saluterà a parametro zero. Il club, però, intende preservare un’ossatura solida su cui costruire la prossima stagione: secondo le ultime indiscrezioni, il responsabile dell’area tecnica vorrebbe ripartire da elementi come i difensori Cappelletti, Cissè e Vladimirov, dai centrocampisti Sala e Geroli, senza dimenticare le frecce in attacco come Balentien, Domnitei e Perina.

Futuro in stand-by e il peso della graduatoria

L’unica certezza, al momento, è che il calcio d’agosto per la squadra U23 rossonera si giocherà molto probabilmente sui campi della Serie D. La nuova gerarchia dei ripescaggi, che dà priorità assoluta a eventuali nuove Seconde Squadre di A non ancora esistenti, seguita dalle società di Lega Pro retrocesse e solo infine alle seconde squadre già iscritte in D, relega il Milan in fondo alla lista d’attesa. Il termine per la presentazione della domanda di integrazione è fissato per il 20 luglio, ma salvo rinunce a catena di decine di club, la strada è sbarrata. La società sembra quindi orientata ad accettare la realtà dei fatti, continuando a investire sulla crescita dei ragazzi delle annate 2008 e 2009, convinta che anche la quarta serie possa rappresentare un crogiuolo utile per la loro maturazione.

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