Caldo record, il clima del 2026 e il monito di Luca Mercalli: “Estate più calda di sempre. Il peggio deve ancora arrivare”
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Redazione Interno
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L’estate del 2026 si sta rivelando un capitolo senza precedenti nella storia climatica italiana, con i termometri che da giugno a luglio hanno infranto record secolari, superando persino quelli della memorabile ondata del 2003.
Luca Mercalli, climatologo di fama nazionale e presidente della Società Meteorologica Italiana, ha lanciato un allarme preciso e circostanziato: i dati degli ultimi due mesi, che testimoniano un caldo persistente e anomalo, sono superiori a qualsiasi altra rilevazione effettuata negli ultimi 250 anni, e il rischio concreto è che si assista al superamento di questi primati già a partire dal 2027.
La percezione di quest'afa, che sembra non concedere tregua nemmeno nelle ore notturne, non è frutto di una suggestione collettiva ma si inserisce in un trend ormai inequivocabile che, per gli esperti, affonda le sue radici nel riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra.
Il meteorologo ha spiegato che il fenomeno non è dovuto a una semplice alternanza tra stagioni più o meno calde, bensì a un mutamento strutturale dell’atmosfera che rende eventi come l’ondata attuale, la quarta dell’anno, sempre più frequenti e duraturi; l’eccezionalità di questa stagione non risiede tanto nei picchi massimi, che in singole giornate erano già stati toccati in passato, quanto nella precocità con cui il caldo si è manifestato a partire da fine maggio e nella sua straordinaria persistenza.
I dati e il confronto con il 2003: un’estate senza precedenti
I numeri forniti dagli osservatori della Società Meteorologica Italiana dipingono un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche; in molte località della Val Padana, già a maggio si erano registrati picchi di 38 gradi, un fenomeno assolutamente eccezionale per il periodo, mentre giugno e luglio hanno sistematicamente superato le medie stagionali, con scarti che al Nord hanno toccato anche i quattro gradi oltre la media.
Mercalli sottolinea che il confronto con l'estate del 2003, spesso evocata come un punto di svolta nella percezione del problema climatico, è ormai impietoso: i valori di quest’anno hanno già superato quelli di quel famigerato anno, e agosto sarà decisivo per capire se il 2026 entrerà nel Guinness dei primati climatici, sebbene i record di temperatura assoluta, come i 48.8 gradi registrati a Siracusa nel 2021, non siano stati ancora eguagliati.
L'elemento che preoccupa maggiormente la comunità scientifica è la durata dell'ondata di calore, che non si esaurisce in pochi giorni ma si protrae per settimane, e questo aspetto è stato ribadito anche da Serena Giacomin, fisica dell'atmosfera e direttrice scientifica di Italian Climate Network, la quale ha spiegato che l'Italia si trova pienamente investita da un promontorio dell'anticiclone subtropicale africano che trasporta masse d'aria rovente.
L’effetto serra, l’anticiclone africano e il ruolo del Mediterraneo
Le cause di questa calura eccezionale, ha spiegato Mercalli, vanno ricercate nella fisica dell’atmosfera e nell’aumento dell’effetto serra, e l’anticiclone africano, che in questi giorni sta spingendo aria a temperature superiori ai 50 gradi dall’Algeria verso il cuore del Mediterraneo, è solo il veicolo di un calore che l'uomo sta immettendo in modo sempre più massiccio nell'atmosfera.
Un fattore critico, poi, è rappresentato dal riscaldamento anomalo del Mar Mediterraneo, le cui acque, con temperature ormai prossime ai 30 gradi, agiscono come un enorme accumulatore di calore che non solo contribuisce a innalzare le temperature delle coste e delle città, ma amplifica anche l’umidità, rendendo il caldo afoso e particolarmente difficile da sopportare, soprattutto durante le cosiddette “notti tropicali” in cui le minime non scendono sotto i 25 gradi.
La climatologa Giacomin ha precisato che la configurazione atmosferica che stiamo vivendo, caratterizzata da un blocco a Omega, tende a rendere le ondate di calore sempre più stazionarie, e la riduzione del gradiente termico tra il Polo e l’Equatore, causata dall’amplificazione artica, sta indebolendo il jet stream, favorendo queste ondulazioni che portano l’aria calda del Nord Africa a latitudini sempre più settentrionali.
La "migrazione verticale" di Luca Mercalli e la moglie Sofia
Dietro l’immagine pubblica del climatologo dai celebri papillon, si cela una vita privata che è coerente con i messaggi di sostenibilità che da anni diffonde in televisione e nei suoi libri; al suo fianco c'è Sofia, la moglie, una figura estremamente riservata con cui ha condiviso una scelta di vita radicale e controcorrente, abbandonando la pianura per una “migrazione verticale” verso la montagna. La coppia, infatti, nel 2017 ha acquistato una grangia in pietra del lontano 1732 situata a Vazon, nell'Alta Val di Susa, a 1.650 metri di altitudine, un rifugio che hanno ristrutturato secondo i criteri della bioedilizia, utilizzando materiali locali come legno di larice di recupero e installando pannelli fotovoltaici e stufe a legna ad alta efficienza, con l’obiettivo di azzerare le emissioni inquinanti, come raccontato da Mercalli nel suo libro “Salire in montagna”.
Questo progetto, che ha assorbito gran parte delle risorse della loro vita, è stato per il climatologo un investimento in un’eredità concreta per il futuro, e la quotidianità della coppia, lontana dagli orologi e votata alla semplicità, rappresenta un manifesto di come si possa coniugare il rispetto per l’ambiente con una vita appagante, lontano dal caos cittadino e dal consumismo.
Nonostante la scelta di vivere a un’altitudine che in passato garantiva un clima più fresco, Mercalli ha recentemente ammesso che anche lì si sono raggiunti i 30 gradi, la prova lampante di come il riscaldamento globale stia impattando anche sugli ecosistemi alpini, già messi a dura prova dal ritiro dei ghiacciai.
Le strategie di mitigazione e adattamento al caldo estremo
Il monito che arriva da Luca Mercalli è chiaro: le temperature continueranno a salire anno dopo anno e, per evitare conseguenze drammatiche, servono interventi immediati su due fronti, quello della mitigazione e dell’adattamento.
La mitigazione implica un cambiamento radicale delle politiche energetiche, investendo in energie rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile, mentre l'adattamento significa ripensare le nostre città per renderle più vivibili, aumentando le aree verdi e i rifugi climatici per proteggere le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, che sono i più esposti allo stress ipertermico, che secondo le stime potrebbe causare decine di migliaia di vittime in questa estate.
Secondo il climatologo, la politica e l'economia continuano a sottovalutare l'emergenza, poiché il tema del clima, nonostante interessi profondamente le persone, non genera un consenso elettorale immediato, mentre gli investimenti in armamenti superano di gran lunga quelli in tecnologie green; l'ottimismo per il futuro, conclude Mercalli, arriverà solo quando si vedranno i fatti e le emissioni di gas serra cominceranno realmente a diminuire.
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